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Double Trouble, la realtà bolognese contro il fast fashion e all’insegna del riuso

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Creazioni, laboratori, prodotti, tessuti artigianali: questo e tanto altro offre la giovane realtà di Double Trouble, ideata e avviata nel 2021 ad opera di due sorelle afro-italiane, Margherita e Caterina Libouri, classe 1991. Dopo un incontro con Margherita, ecco le sue parole in merito alla loro attività.

Come e quando è nata l’idea del progetto Double Trouble?

“Noi lavoriamo da più di dieci anni ormai, io ho studiato all’Accademia di Belle Arti, con una tesi sulla pelletteria, e da lì ho iniziato a produrre borse. Io e mia sorella abbiamo sempre fatto lavori abbastanza simili, lei nella comunicazione, io in una fashion company qua a Bologna. Dopo il Covid ci siamo licenziate e abbiamo fondato una società, aprendo prima il laboratorio in Via degli Albari, circa tre anni fa, poi il negozio dedicato alla vendita in Strada Maggiore un anno e mezzo fa. Sicuramente il progetto ha preso vita da una passione dedita alla pelletteria che non è rimasta tale, ma si è trasformata in un vero e proprio lavoro.”

Qual è dunque la differenza di proposte tra il laboratorio e il negozio?

“Qua in laboratorio facciamo la produzione, quindi teniamo la pelle e la materia prima, mentre nella sede di Strada Maggiore c’è la vendita vera e propria, in quanto la via si presta molto al passeggio, mentre Via degli Albari meno.”

Come sono strutturati i workshop che si tengono qua in laboratorio?

“I workshop si possono prenotare sia sul nostro sito, sia su Airbnb, anche per agevolare i turisti stranieri. Sono di tre tipi diversi: il primo workshop dura circa due ore e mezzo ed è finalizzato alla creazione di una borsa, in cui ci si porta a casa il manufatto finito; il secondo, che dura un po’ di meno, circa un’ora, è finalizzato alla creazione di una pochette; infine, il terzo, che è quello più semplice, divertente e più economico, in cui si crea un portachiavi a forma di tortellino, che è anche il prodotto che vendiamo di più.”

Quali sono i materiali che utilizzate?

“Usiamo dei materiali diversi da quelli che si trovano nella maggior parte dei negozi in centro a Bologna, come il cotone wax, un cotone che viene venduto nell’Africa centrale ma prodotto in Europa: noi andiamo a prenderlo a Parigi due volte l’anno. La pelletteria, invece, proviene dalla Toscana, con pelli di vari animali che sono pezzi unici, presi da fondi di stock e campionari; infatti, recuperiamo tutto quello che non viene venduto e lo rielaboriamo per dare vita a nuovi prodotti. L’abbigliamento è la parte più caratterizzante del nostro punto vendita, specialmente in estate, il momento in cui gli abiti in cotone si vendono di più; i capi che prendono vita qua sono modelli tradizionali, improntati a seguire un concetto di fondo, non le tendenze del momento.”

E quali, quindi, i valori che si riflettono dietro al vostro progetto?

“Sicuramente i nostri valori sono il riuso e il desiderio di prestare attenzione ai materiali cercando di non mettere in circolazione materia nuova, ma basandoci su quella già esistente.”

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Questo è un articolo pubblicato il 01-05-2024 alle 10:07 sul giornale del 02 maggio 2024 - 132 letture






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