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"Ho ucciso mia figlia". Il padre di Saman Abbas 'confessa'

2' di lettura 23/09/2022 - Era preventivato che la morte di Saman fosse legata al dramma dell’ignoranza e alle credenze religiose obsolete di una classica famiglia pakistana trapiantata all’estero.

La conferma dell’atroce delitto di Saman è impressa in una intercettazione telefonica dell’8 giugno 2021, quando Shabbar Abbas confessava ad un parente in Italia di aver ucciso la figlia.

Per me la dignità degli altri non è più importante della mia (...). Io ho lasciato mio figlio in Italia (il fratello minorenne di Saman adesso affidato a una comunità protetta). Ho ucciso mia figlia e sono venuto, non me ne frega nulla di nessuno".

Il fratello di Saman, ascoltato dai carabinieri il 25 giugno del 2021, aveva dichiarato che il padre lo aveva chiamato per intimargli di non parlare di lui.

La confessione del parente

"Io sono già rovinato, avete parlato di me in giro, non lascerò in pace la vostra famiglia. Io sono già morto, l'ho uccisa io, l'ho uccisa per la mia dignità e per il mio onore. Noi l'abbiamo uccisa", sono queste le parole che il parente di Abbas ha rivelato ai carabinieri, facendo riferimento ad una conversazione tenuta con il presunto omicida. Il padre di Saman senza fare nomi specifici, ma sottolineando il pronome 'noi', ha coinvolto di fatto nell'indagine dell'omicidio tutto il ‘clan’ familiare.

Verso il processo

La conversazione intercettata dai Carabinieri è adesso agli atti del processo che inizierà a febbraio 2023 a carico dei familiari della diciottenne sparita dalla notte del 30 aprile 2021 da Novellara e che gli inquirenti, Procura e carabinieri di Reggio Emilia, sono sicuri sia stata assassinata da un membro della famiglia Abbas, perché rifiutava di sposare un cugino in patria e voleva andarsene di casa.

Il 10 febbraio 2023 andranno a processo a Reggio Emilia i tre familiari di Saman arrestati all'estero, Francia e Spagna, nei mesi scorsi: lo zio Danish Hasnain e i due cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, oltre ai genitori, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, entrambi ancora latitanti in Pakistan.

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Questo è un articolo pubblicato il 23-09-2022 alle 11:53 sul giornale del 24 settembre 2022 - 48 letture

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