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Omicidio di Bologna, ai funerali di Alessandra Matteuzzi il sindaco Lepore: "Istituzioni troppo lente"

5' di lettura 30/08/2022 - Si svolgerà mercoledì sera la fiaccolata contro la violenza sulle donne e in ricordo di Alessandra Matteuzzi, la 56enne uccisa dall'ex fidanzato. Ad ucciderla il 27enne senigalliese Giovanni Padovani che si trova in carcere come stabilito giudice del tribunale di Bologna che ha convalidato l'arresto nei giorni scorsi.

Intanto martedì è stata la giornata del dolore, in occasione dell'ultimo saluto alla donna. "Il tuo ricordo resterà per sempre nei nostri cuori, più forte di qualsiasi abbraccio, più forte di qualsiasi parola. Sarai la luce nei momenti bui...continua a brillare anche da lassù", la frase che le hanno dedicato la famiglia e i suoi amici.

E proprio il sindaco si è scagliato contro la lentezza delle istituzioni. Alessandra Matteuzzi, come altre donne vittime di violenza, "ha denunciato e prima ancora ha segnalato. Ma è passato troppo tempo da questa segnalazione a quando le Istituzioni si sono mosse. Questi allarmi vanno presi sul serio e bisogna mettere in campo provvedimenti più restrittivi" contro gli uomini violenti. "La politica smetta per un attimo la campagna elettorale e si assuma delle responsabilità". Queste le parole del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che insieme alla vicesindaco Emily Clancy ha portato il suo ultimo saluto alla camera ardente allestita in Certosa alla donna uccisa nei giorni scorsi a martellate dal suo ex fidanzato. "Siamo vicini alla famiglia fin dal primo momento", afferma Lepore, che stringe mani ed esprime le sue condoglianze a familiari e amici di Alessandra.

In ricordo della donna, e contro tutte le violenze sulle donne, il sindaco ha indetto per mercoledì sera alle 21 una fiaccolata per le strade del Quartiere Navile, dove Alessandra abitava. "Invito tutti gli uomini di questa città a essere presenti- lancia l'appello il sindaco- dobbiamo rispondere a questo ennesimo atto di violenza contro le donne nel nostro Paese con l'impegno di chi vuole che le leggi vengano applicate e rafforzate. Perché questa donna, come altre, ha denunciato e prima ancora ha segnalato. Ma è passato troppo tempo da quando c'è stata questa segnalazione a quando le Istituzioni si sono mosse". E aggiunge: "Con i se e con i ma ci facciamo poco, soprattutto quando una persona perde la vita. Ma nel nostro Paese non è possibile che ogni giorno centinaia di donne vengano considerate oggetti dagli uomini, vengano messe in situazione di difficoltà, vengano ricattate, colpite e anche uccise".

Secondo Lepore, "i segnali di violenza degli uomini contro le donne sono sempre gli stessi e questo ci deve dire che questo Paese non sta difendendo le donne come dovrebbe- attacca il sindaco di Bologna- è anche una questione che riguarda la coscienza degli uomini. Il nostro è un sistema ancora basato sul dominio degli uomini sulle donne. Bologna si vuole ribellare a questa cosa e lavoreremo ogni giorno per questo". Per Lepore si tratta di un "problema culturale, sociale e politico. Non possiamo pensare che sia un fenomeno che riguarda soltanto pochi matti. E' una questione anche di come il nostro mondo del lavoro e le nostre famiglie sono strutturate. Solo il 10% delle violenze sulle donne avviene in strada, quindi bisogna trovare un modo per vivere insieme in modo diverso e davvero paritario". Il sindaco di Bologna chiama quindi in causa le forze politiche. "Occorre che il prossimo Parlamento si assuma delle responsabilità- ammonisce- è stato istituito il codice rosso, ma ancora troppo tempo passa da quando si fanno le segnalazioni a quando le istituzioni proteggono le donne. Ci sono stati casi in cui le istituzioni sono intervenute, ma non basta. Questo è un caso in cui, prima della denuncia, ci sono state segnalazioni e tanti altri allarmi. Ma questi allarmi vanno presi sul serio e bisogna mettere in campo provvedimenti più restrittivi e più capaci di bloccare gli uomini che vogliono compiere atti contro una donna. Su questo la politica smetta la campagna elettorale e si assuma delle responsabilità", manda a dire Lepore.

Dopo il femminicidio di Alessandra Matteuzzi, il ministero della Giustizia ha inviato gli ispettori a Bologna "e ci saranno tutte gli approfondimenti del caso- sottolinea il sindaco- dobbiamo però dirci che il numero di denunce e segnalazioni è tale, migliaia solo a Bologna, che di certo non possiamo proteggere ogni donna mettendo un poliziotto o un carabiniere di fianco. Anche questo significa recludere le donne". Per questo, sostiene Lepore, "è importante che ci sia un impegno da parte degli uomini e della società, delle imprese e delle istituzioni. Finché una donna avrà bisogno di un uomo per vivere o sopravvivere, questo Paese non sarà libero". Lepore e Clancy nei prossimi giorni incontreranno i Centri antiviolenza di Bologna, a favore dei quali da inizio mandato il Comune ha raddoppiato i fondi e assegnato nuove case rifugio. "Bologna fa più di altre città- rivendica Lepore- ma non basta. Vogliamo mappare i luoghi dove le donne della nostra città si sentono più insicure e su questi vogliamo intervenire. Ad esempio, anche dove c'è stata una violenza sessuale in zona universitaria nei giorni scorsi. Ho espresso solidarietà alla turista e incontrato uno dei ragazzi nigeriani che hanno aiutato le Forze dell'ordine ad arrestare la persona che ha compiuto la violenza. Dobbiamo lavorare sulle nostre città- insiste il sindaco di Bologna- ma deve essere una questione politica nazionale. Non possiamo pensare che la violenza si riduca solo alla strada". Diversi i politici presenti all'ultimo saluto per Alessandra: la presidente dell'Assemblea legislativa Emma Petitti, la consigliera regionale Marilena Pillati, la presidente del Quartiere Navile Federica Mazzoni, i consiglieri comunali Marta Evangelisti e Matteo Di Benedetto, il deputato Gianni Tonelli, la delegata metropolitana Simona Lembi e il candidato di Azione Marco Lombardo.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-08-2022 alle 18:48 sul giornale del 31 agosto 2022 - 143 letture

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