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San Pietro in Casale: scoperta un'ampia piantagione di cannabis, sequestrate 295 piante, arrestati due insospettabili coltivatori

2' di lettura 19/10/2021 - La Polizia Locale Reno Galliera ha dovuto utilizzare due furgoni per recuperare le piante di cannabis sequestrate e trasportarle fino al luogo scelto per la loro custodia, dove verranno conservate fino alla conclusione delle analisi disposte dalla Procura della Repubblica di Bologna. Su di un veicolo sono state trasportate le piante già recise e in via di essicazione e sull’altro quelle ancora piantumate in attesa dello sviluppo delle infiorescenze poi destinate alla produzione della marijuana, sradicate da terra e, appunto, sequestrate.

Si tratta di 295 piante (170 ancora interrate e 125 già recise e in via di essicazione) dal peso complessivo di circa 340 chilogrammi. Da una prima stima, ancora approssimativa, si ritiene si potesse ricavarne almeno 35 chilogrammi di marijuana, droga che, commerciabile nelle piazze dello spaccio bolognese a circa 10 euro a grammo, poteva portare ad un guadagno complessivo potenziale di 350.000 euro.

Sono questi gli esiti di un'operazione coordinata nei giorni scorsi dal 4° Reparto "Polizia Giudiziaria e Sicurezza urbana". Le indagini hanno consentito di scoprire l’ampia coltivazione di "cannabis indica" nelle campagne di San Pietro in Casale. Le piante erano piantumate su di una estensione di terreno piuttosto vasta, frammiste ad altra vegetazione, che contribuiva a renderle meno individuabili. Da lì, una volta cresciute le infiorescenze utili alla produzione della droga, i rami venivano recisi e trasportati in un casolare abbandonato sito poco lontano, dove era stata realizzata una sala di essicazione. I rami recisi erano conservati, come prevedono le migliori tecniche di essicazione, legati “a testa in giù”. Le “piante madri” venivano invece lasciate a crescere nel terreno, in modo da potere garantire la produzione anche in futuro.

Gli appostamenti in abiti borghesi hanno consentito ai poliziotti di individuare i due responsabili che gestivano personalmente la piantagione, entrambi dipendenti dell’azienda agricola proprietaria del fondo agricolo dove le piante venivano coltivate.

I due, stante il rilevante quantitativo di stupefacente rinvenuto e destinato alla successiva vendita, sono stati tratti in arresto per coltivazione di sostanza stupefacente in concorso. Le piante sono state sequestrate.

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Questo è un articolo pubblicato il 19-10-2021 alle 16:49 sul giornale del 20 ottobre 2021 - 170 letture

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