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Azioni a supporto della prevenzione del gioco d'azzardo: le iniziative della regione Emilia Romagna 

3' di lettura 13/03/2015 - Emilia e Romagna. Due pianeti tanto differenti quanto simili, soprattutto quando si parla di gambling. L'Emilia Romagna occupa i primi posti nella classifica in spesa pro capite annua per Gambling, vicina ai 100 euro. Molto in voga new slot, lotterie e scommesse sportive.

Sono 21 le sale da bingo presenti sul territorio, 562 punti vendita concorsi pronostici, 2.843 punti vendita per giochi a totalizzatore (Win for life, Superenalotto), 290 luoghi di scommesse ippici, 404 luoghi di scommesse sportivi , 2.457 ricevitorie del lotto, 4.749 punti vendita lotterie. In totale sono 31.631 le slot machine in 7.244 esercizi e 4.870 le videolottery in 404 sale.

Crescono i numeri, ma cresce al contempo il numero di cittadini che si dedicano al gioco e non pochi sono coloro che rimangono intrappolati nella rete della dipendenza aumentando la percentuale dei giocatori patologici. In tre anni è cresciuto del 114,9% il numero di cittadini che si sono rivolti al Sert per problemi legati alla ludopatia. La lotta non si ferma considerato che il fenomeno coinvolge sempre più le nuove generazioni.

La regione Emilia Romagna è attenta al fenomeno e ha posto in atto una serie di interventi per cercare di arginare il più possibile i rischi ad esso correlati portando avanti campagne di sensibilizzazione che mettano in guardia dai pericoli che possono derivare. In particolare:

Nell’anno 2014 ha approvato il Piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza dal gioco patologico 2014-2016 che fa riferimento alla legge regionale 5 del 2013, contenuta nello speciale e che si avvale della collaborazione dei comuni e degli esercizi commerciali per promuovere la diffusione e la sensibilizzazione delle azioni in esso contenute.

Tra le principali:

- l’affissione del marchioSlot Free ER” sulle vetrine all’entrata dei locali che si propone di ridurre e i luoghi e le occasioni di gioco. Attraverso il marchio i cittadini potranno riconoscere e scegliere se frequentare o meno un locale dove non ci sono slot machine o apparecchi per il gioco on-line.

- l’istituzione di Punti sperimentali di accoglienza e valutazione per le persone affette da ludopatia, presenti in ogni azienda USL che va a collaborare con le associazioni del terzo settore che si occupano del fenomeno. “Nella programmazione sociale e sanitaria d’ambito distrettuale, e nello specifico nei programmi attuativi del Piano di zona per la salute e il benessere sociale, i servizi (sociali e sanitari) dovranno individuare ulteriori azioni e interventi da concretizzare insieme, coinvolgendo dove possibile gli organismi del terzo settore e le associazioni di rappresentanza”.

- l’allestimento di Corsi di formazione obbligatori per il personale delle sale da gioco miranti a sensibilizzare sui rischi di dipendenza del fenomeno e promuovere una certa responsabilità sociale nei confronti dei soggetti ludopatici.

Ha provveduto all’istituzione di un numero verde volto a fornire informazioni sui servizi esistenti e di un Osservatorio regionale sul fenomeno del gioco d’azzardo con la funzione di far conoscere e diffondere esperienze e buone pratiche territoriali per prevenzione e contrasto alla dipendenza da gioco patologico.

Il finanziamento di progetti, quali il Progetto Pluto attivo nella provincia di Reggio Emilia, mirano ad assistere le persone “gravemente affette” dalla dipendenza del gioco d’azzardo.

Per ulteriori approfondimenti sul panorama delle leggi per la regolamentazione del gioco d’azzardo vigenti in Italia, potete consultare la guida pubblicata da Gamblingitaly.com






Questo è un articolo pubblicato il 13-03-2015 alle 09:16 sul giornale del 14 marzo 2015 - 614 letture

In questo articolo si parla di redazione

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