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Basket: la Scavolini bombarda Bologna, Markovski 'Abbiamo concluso la partita in tranquillità'

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Il tifo biancorosso
I sassolini che s’è tolto il patron della Virtus Sabatini ( a dire il vero sono sembrati macigni ) avevano già prefigurato una squadra, per altro già salva, in disarmo e internamente divisa. “Alla Virtus si fa quel che pare a me” aveva infatti tuonato il presidente.

“Chiunque voglia andar via è libero di farlo, risparmieremo del denaro. E in queste sei gite enogastronomiche che ci sono rimaste vorrei vedere in campo i vari Fontecchio, Parzenski, e Andjusic.” Con Hasbrouck punito, e quindi spedito in tribuna, per il suo desiderio di emigrare da Bologna, con Poeta acciaccato e fermo ai box e Gigli ancora dolorante per i postumi dell’infortunio, il compito della Scavolini Banca Marche, reduce dalla brillante vittoria di Caserta, si presentava sulla carta meno arduo e difficoltoso, anche perché gli infortunati Stipcevic e Kinsey avevano superato i loro problemi fisici. La Vuelle doveva , fra l’altro, vendicare la batosta indegna subita all’andata.

La partita tuttavia nel primo quarto è rimasta in equilibrio grazie ai canestri di Gigli e Smith da una parte e di un ispirato Lamont Mack dall’altra. Ben presto però la Scavolini Banca Marche ha iniziato a bombardare da ogni posizione il canestro bolognese, realizzando ben 17 triple sulle 28 tentate ( 60,7 % ) e sovrastando, una volta tanto, gli avversari sotto i tabelloni. Accanto al già citato Mack, una partita di grande sostanza è stata quella di Kinsey, abile come al solito nei recuperi e nei rimbalzi. S’è trattata comunque di una vittoria di squadra, fortemente voluta, con ben sei giocatori in doppia cifra.

Al termine della partita il coach Markovski è visibilmente soddisfatto: “ E’ stato certamente significativo aver concluso la partita in tranquillità, cosa che non ci capitava da tempo.” Giustifica inoltre così il cambio di Stipcevic dopo soli 60 secondi, cambio che aveva fatto temere condizioni fisiche precarie: “La mia filosofia di basket mi dice che un giocatore che fa fallo dopo un minuto, potrebbe farne 5 dopo 5 minuti. Sembra incredibile ma ciò mi è realmente accaduto quando allenavo in Jugoslavia. “ A chi fa notare che la squadra ha tenuto percentuali elevatissime in ogni angolo del campo, Zare spiega l’equilibrio nella scelta dei tiri, giustificando il numero di triple tentate a causa della difficoltà di attaccare il canestro difeso solidamente dai lunghi bolognesi. Unico neo della partita è rappresentato dalle eccessive palle perse. ( 25! )

Nota lieta la conferma di un Thomas finalmente incisivo: “Il merito è tutto suo, perché non ha mai smesso di lavorare e di credere nel suo valore all’interno della squadra. L’infortunio di Stipcevic gli ha dato la possibilità di assumersi maggiori responsabilità.” La disamina del coach bolognese Bechi, d’altro canto, inizia evidenziando i meriti della Scavolini che ha giocato una partita di grande spessore: “Le percentuali dei pesaresi sono chiare. Noi abbiamo lottato, abbiamo cercato di stare a contatto, mescolando le difese per rompere il ritmo avversario. Ma oggi ogni giocatore biancorosso aveva grande feeling con il canestro. Abbiamo tentato un recupero nel terzo quarto, ma poi alcune palle perse e forzature hanno fatto tornare l’inerzia della partita nelle mani pesaresi. La Scavolini è stata particolarmente volitiva, mentre invece le nostre energie sono andate scemando . Comunque complimenti alla Vuelle.”

Ora la salvezza, per Pesaro, è molto più vicina.



Il tifo biancorosso

Questo è un articolo pubblicato il 31-03-2013 alle 10:48 sul giornale del 30 marzo 2013 - 719 letture