Sevizie e torture su commissione nel dark web: denunciati due 17enni piemontesi

“Delirio” è il nome dell’operazione, ma probabilmente servirebbe una parola più cruenta per descrivere le indagini di Siena. Due 17enni, infatti, residenti però in Piemonte, sono stati denunciati dalle forze dell’ordine per pedopornografia e istigazione a delinquere. C’è di peggio, però, dalle indagini del comando investigativo di Siena. Emergono dettagli raccapriccianti, da brividi. Dettagli veri, però, anche se sembrano da racconto di Stephen King. Accedendo a cosiddette red rooms, stanze segrete nel dark web, i due giovanissimi (un ragazzo e una ragazza) assistevano a violenze e sevizie su bambini. Pagando con un metodo simile alla criptovaluta, i due ragazzini potevano richiedere in diretta qualsiasi tipo di violenza.

È qui che il racconto si fa ancora più macabro; le torture attraversavano ogni genere della perversione umana, arrivando fino all’amputazione degli arti e agli omicidi. I due ragazzi di Siena avevano modo di accedere e comunicare con gli aguzzini, probabilmente del Sud-Est asiatico, oltre a richiedere le sevizie sui ragazzini. Il caso, però, non si limita alla sola città di Siena né al Piemonte.

L’operazione Delirio va infatti avanti da ottobre 2019 e ha portato alla scoperta di una chat chiamata The Shoah Party. Qui, ragazzi di tutta Italia si scambiano video di sevizie e torture ai danni di altre persone e bambini. L’operazione aveva registrato 25 indagati distribuiti in 13 provincie italiane.

“Le richieste ‘live’ hanno costi molto rilevanti e assicurano guadagni altissimi alle organizzazioni straniere che compiono tali atti disumani” spiegano gli investigatori. Accedendo infatti alla chat e pagando il denaro (in criptovaluta), si possono chiedere gesti come amputazioni o olio bollente versato sulle vittime. Il Dark Web è la zona franca di internet, non indicizzata da Google (quindi non rintracciabile sui consueti motori di ricerca), sottospecie del Deep Web. Efferatezze irrintracciabili vengono compiute su base giornaliera. Il dato che spaventa, però, è che occupa una percentuale tra l’89 e il 96% dell’intero web. La superficie, frequentata da noi quotidianamente, è soltanto una frazione piccolissima del mondo vasto e spesso macabro di internet.

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