Rischio terremoto al sud, l’abuso edilizio potrebbe costare tantissime vite

L’area dello stretto è considerata a elevato rischio sismico

Rischio terremoto al sud, l’abuso edilizio potrebbe costare tantissime vite

MESSINA, 26 GIUGNO – Fra il 1997-’98 un gruppo di sedici sismologi ha elaborato uno studio, cercando di capire gli effetti di un terremoto nell’area dello stretto di Messina.

La ricerca è stata certificata dall’Ingv, l’Istituto italiano di geofisica e vulcanologia, e dall’Eucentre, centro europeo di ingegneria sismica con sede a Pavia. Questi organi raggruppano i più autorevoli esperti scientifici in fatto di terremoti, italiani ed europei, i quali annunciano che un sisma molto potente potrebbe colpire proprio la fascia dello stretto. Poiché nessuno è in grado di prevederne con esattezza il momento esatto, la possibilità rimane abbastanza vaga, ma dall’esperienza storica e dall’analisi delle faglie si direbbe questo il luogo più probabile per il “Big One italiano”.

Spesso l’essere umano non può nulla contro questi eventi naturali, tranne stimare il rischio sismico di una determinata area e quantificare la magnitudo massima sprigionata dal suolo. Ed è esattamente su questi due concetti che si esprime lo studio, affermando come scelte edili e urbanistiche sbagliate, possano portare a una strage immane.

L’esito dell’indagine fu pubblicato e distribuito alle amministrazioni comunali interessate, sebbene non siano stati presi grandi provvedimenti sulle aree di costruzione e gli edifici, purtroppo pure quelli pubblici. Su internet è consultabile soltanto una versione, stranamente censurata.

 Simone Lupo

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