Facebook: nuovo ricorso dei Winklevoss, Zuckerberg trema

Facebook: nuovo ricorso dei Winklevoss, Zuckerberg trema

NEW YORK, 26 GIUGNOSessantacinque milioni di dollari, di cui quaranticinque in azioni. E’una cifra a sei zeri quella riconosciuta, nel 2008, ai fratelli Cameron e Tyler Winklevoss. I gemelli campioni olimpici, colleghi di università di Mark Zuckerberg, rivendicano da anni la paternità di Facebook: è dal 2004 che il rapporto tra i tre prosegue a colpi di cause, sentenze e ricorsi.

I Winklevoss sostengono che Zuckerberg abbia sfruttato una loro idea- il social network Harvard Connection, riservato agli studenti della prestigiosa università americana, che loro stessi gli avevano affidato affinché venisse sviluppata- per dare vita al colosso che oggi tutti conosciamo. Non accontentandosi della cifra ottenuta, in quanto Facebook ora varrebbe molto di più di quanto dichiarato all’epoca, i due fratelli hanno deciso di proseguire la loro battaglia.

Dopo aver rinunciato a presentare appello alla corte suprema contro la sentenza del tribunale della California, che riconosce valido l’accordo, hanno deciso di rivolgersi a quello del Massachusetts. I gemelli chiedono che venga accertato se “intenzionalmente o inavvertitamente siano state soppresse prove” durante la conciliazione con i legali di Palo Alto.

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Le loro motivazioni mirano a dimostrare che, durante gli incontri per la conciliazione, alcuni documenti vennero nascosti o ignorati: documenti che potrebbero dimostrare  che loro abbiano diritto, in realtà, ad un risarcimento molto più consistente. I legali di Zuckerberg fanno sapere, tramite un comunicato stampa, che si tratta “di vecchie accuse, prive di fondamento”.

La nascita di Facebook e la causa dei Winklevoss contro Zuckerberg hanno ispirato il film The social network, vincitore di 3 premi Oscar.  Che possa esserci un sequel?

Mariangela Celiberti

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