Giovane studentessa scopre la parte mancante dell’universo

Giovane studentessa scopre la parte mancante dell’universo

SIDNEY, 28 MAGGIO Amelia Fraser-McKelvie, una giovane stagista australiana di 22 anni, ha risolto in circa tre mesi il problema che impegnava gli astrofisici di tutto il mondo da una decina di anni: l’individuazione della massa mancante dell’universo.

Nel corso dello stage presso l’Università Monash di Melbourne, iniziato grazie ad una borsa di studio non essendo una ricercatrice di ruolo, la studentessa è riuscita a confermare una delle ipotesi precedentemente elaborate dagli studiosi, ovvero che una parte della massa dell’universo risiedesse in “strutture cosmiche di grande scala […] dette filamenti” ha spiegato il coautore dello studio Kevin Pimbblet.

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Gli astrofisici avevano ipotizzato bassa densità e alte temperature (pari ad un milione di gradi centigradi) per il “tassello mancante” del rompicapo decennale: la soluzione, rappresentata dai filamenti, i quali erano sfuggiti fino a quel momento agli occhi degli scienziati, è stata trovata dalla McKelvie che, grazie all’utilizzo dei raggi X, è riuscita a captare le loro lunghezze d’onda. La scoperta è destinata a ridimensionare l’importanza della “materia oscura” in questo specifico campo di ricerca.

Gianluca Francesco Pisutu

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