FACEBOOK SOTTO INCHIESTA PER LA PRIVACY. A SOLLEVARE LA QUESTIONE SVIZZERA E GERMANIA

FACEBOOK SOTTO INCHIESTA PER LA PRIVACY. A SOLLEVARE LA QUESTIONE SVIZZERA E GERMANIA

BOLOGNA, 25 MARZO – La questione della privacy, che spesso crea contenziosi, ha toccato anche il social network più cliccato, Facebook. Sono state le autorità di Svizzera e Germania, richiedendo indagini formali, a richiamare l’attenzione sul fatto che gli utenti iscritti possono pubblicare foto e dati personali di altre persone ignare di tutto, magari neanche iscritte a questi portali. Già un mese fa, in Italia, un caso simile aveva suscitato accesi dibattiti sulla contrapposizione tra libertà e privacy, conclusosi poi con la condanna di alcuni dirigenti di Google per aver messo online alcuni filmati.

Le autorità teutoniche ed elvetiche di garanzia sulla privacy hanno chiesto a Facebook di specificare in base a quali criteri è consentito agli utenti iscritti di pubblicare sui propri account immagini e informazioni riguardanti persone non iscritte. «Per come sono organizzati al momento – spiega il direttore dell’autorità svizzera, Hanspeter Thuer – chiunque può pubblicare qualcosa che riguardi una terza parte semplicemente dichiarando di averne il consenso».

Eventuali cambiamenti che dovessero derivare dalle indagini potrebbero modificare drasticamente il modus operandi non solo dei social network, ma anche dello stesso Google sul super sorvegliato Youtube, dove se ne vedono di ogni. Tuttavia, con le indagini appena cominciate, le società chiamate in causa procedono con cautela. Il responsabile della policy di Facebook, Richard Allen, assicura che il social network intende rispettare le normative di ogni paese. Il direttore della privacy di Google, Peter Fleische, ancora scosso dalla condanna subìta in Italia, avverte che esaminare tutto il materiale postato dagli utenti sarebbe molto costoso, dal momento che si tratta di un’immensa quantità di dati.

Mara Monfregola

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