Talidomide, ventimila deformazioni dopo

Talidomide, ventimila deformazioni dopo

Talidomide, a causa del farmaco 20mila bambini sono nati con malformazioniBOLOGNA, 2 SETTEMBRE – Il produttore tedesco di un noto farmaco che ha causato la nascita di migliaia di bambini con le braccia e le gambe più corte, o non di tutti gli arti, Venerdì 31 agosto  ha pubblicato per la prima volta le scuse 50 anni dopo avere ritirato il farmaco dal mercato.

L’Amministratore delegato del Gruppo Gruenenthal ha dichiarato che la società si è voluta scusare con le madri che hanno assunto il farmaco nel corso degli anni dal 1950 al 1960 e che hanno subito difetti congeniti alla nascita come risultato per i loro figli.

“Per 50 anni non siamo riusciti a parlare con le vittime e le loro madri. Invece siamo rimasti in silenzio, e ci dispiace molto per questo. Il talidomide sarà sempre parte della storia della nostra compagnia”. A parlare è Harald Stock, amministratore delegato della Gruenenthal, azienda che ha prodotto il farmaco prescritto per disturbi in gravidanza e causa di malformazioni agli arti per 20mila bambini. Le scuse ufficiali sono arrivate con l’inaugurazione di un memoriale dedicato alle vittime a Stolberg, la città tedesca sede dell’azienda, ma probabilmente non basterà la statua dell’artista tedesco Bonifatius Stirnberg, costata 5mila euro, a placare la rabbia delle vittime.

LA STORIA DEL TALIDOMIDE – La talidomide è un farmaco che fu venduto negli anni cinquanta e sessanta come sedativo, anti-nausea e ipnotico, rivolto in particolar modo alle donne in gravidanza. Si trattava di un farmaco che aveva un bilancio rischi/benefici estremamente favorevole rispetto agli altri medicinali disponibili all’epoca per lo stesso scopo (i barbiturici). Venne ritirato dal commercio alla fine del 1961, dopo essere stato diffuso in 50 paesi sotto quaranta nomi commerciali diversi, fra cui il Contergan.

Prodotto in forma di racemo, fu ritirato dal commercio in seguito alla scoperta della teratogenicità di uno dei suoi enantiomeri: le donne trattate con talidomide davano alla luce neonati con gravi alterazioni congenite dello sviluppo degli arti, ovvero amelia (assenza degli arti) o vari gradi di focomelia (riduzione delle ossa lunghe degli arti), generalmente più a carico degli arti superiori che quelli inferiori, e quasi sempre bilateralmente, pur con gradi differenti.

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