La Consulta si schiera a favore della 194. La legge sull’aborto non si tocca

Minorenne incinta vuole abortire senza informare i genitori, il caso rimette in discussione la legge sull’aborto.

La Consulta si schiera a favore della 194. La legge sull’aborto non si tocca

ROMA, 20 GIUGNO – La Corte Costituzionale ha deliberato la sentenza riguardante il caso di una minorenne che voleva abortire senza informare i genitori. Il verdetto dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale, sollevata dal giudice tutelare di Spoleto.

Quest’ultimo infatti, si era appellato citando un caso della Corte di giustizia europea, nel quale si definisce l’embrione «soggetto da tutelarsi in maniera assoluta», aggiungendo che ciò poneva in conflitto l’art. 4 della legge 194 con i principi generali della costituzione, in particolare l’art. 2 (tutela dei diritti inviolabili dell’uomo), e l’art. 32 primo comma della Costituzione (diritto fondamentale della salute dell’individuo). Sono state rivolte altre obiezioni in riferimento agli articoli 11 (cooperazione internazionale), e 117 (diritto all’assistenza sanitaria e ospedaliera) della Costituzione.

Il pronunciamento della Consulta, che si è riunita in Camera di Consiglio senza un’udienza pubblica perché nessuna parte si era costituita, non ha accolto nessuna di queste tesi e ha dichiarato «manifestamente inammissibile, la questione di legittimità costituzionale»; poiché l’art. 4 della legge 194, recita: per l’interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni «la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichiatrica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali, o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito» può rivolgersi a un consultorio.

In difesa della legge è intervenuto l’avvocato dello Stato, Maria Gabriella Mancia. Il relatore della causa è stato il giudice Mario Rosario Morelli.

Simone Lupo

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