Ogm, i sospetti della Lega sulla Regione Emilia Romagna

Ogm, i sospetti della Lega sulla Regione Emilia Romagna

BOLOGNA, 19 MARZO – L’Emilia-Romagna, che “da sempre si è dimostrata contraria alle coltivazioni Ogm”, deve impegnarsi per evitare “una significativa modifica delle direttive europee volta a demandare ai singoli Stati la decisione circa la possibilità di coltivare prodotti geneticamente modificati”: una soluzione a cui il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, si è già detto favorevole e che invece preoccupa il consigliere regionale della Lega Nord, Stefano Cavalli, soprattutto, appunto, alla luce delle “sconcertanti e preoccupanti dichiarazioni circa gli aspetti positivi, le potenzialità e i vantaggi degli Organismi geneticamente mutati” rilasciate recentemente dallo stesso Clini.

In una risoluzione presentata per impegnare la Regione “ad attivarsi in tutte le sedi politico-istituzionali a contrasto delle modifiche ventilate dal Ministro” e “a manifestare presso il governo Centrale le proprie osservazioni e preoccupazioni circa i rischi derivanti dalle coltivazioni Ogm in Europa” il consigliere della Lega Nord sottolinea come non solo “l’adozione di politiche comunitarie volte a disallineare le posizioni degli Stati membri circa le coltivazioni Ogm rischia di innescare insane competizioni produttive tra gli stessi” ma soprattutto che “pollini e sementi Ogm potrebbero, come già successo, inquinare il patrimonio genetico delle colture tradizionali e delle piante selvatiche, con conseguenze devastanti e irreversibili sulla biodiversità”: e il tutto senza considerare che “la varietà Ogm sono generalmente studiate per coltivazioni ultraintensive e non si prestano pertanto al modello agricolo europeo”.

CS

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