Scoperta nuova cura per la leucemia: Interleuchina 27

Scoperta nuova cura per la leucemia: Interleuchina 27

GENOVA, 29 LUGLIO – Un gruppo di ricercatori dell’Ospedale Gaslini di Genova, coordinato dalla Dottoressa Irma Airoldi, Contrattista e Responsabile della Unità Start up di Ricerca AIRC “Immunologia e Tumori”, sono riusciti a trovare una proteina antitumorale l’Interleuchina 27, che permetterà di curare le leucemie linfoblastiche acute del bambino.

La leucemia linfocitica acuta si verifica quando il corpo produce un gran numero di globuli bianchi immaturi, chiamati linfociti. Le cellule tumorali crescono rapidamente e vanno a sostituire le cellule normali nel midollo osseo. Questo tipo di tumore si riscontra, più comunemente, nei bambini in età pediatrica che vanno dai 3 ai 7 anni di età e, se non trattato tempestivamente, causa un rapido avanzamento della malattia.

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L’analisi molecolare delle alterazioni genetiche comuni nelle cellule leucemiche ha contribuito notevolmente alla comprensione della patogenesi con conseguente prognosi ma, molte volte, alcuni particolari sottotipi genetici si differenziano nei bambini e negli adulti.

Il tasso di successo nel trattamento della leucemia linfoblastica acuta è aumentato costantemente dal 1960 ed il tasso di sopravvivenza è arrivato a toccare quasi l’80% dei bambini trattati e circa il 40% degli adulti. Purtroppo, il 25% dei piccoli pazienti subisce una ricaduta che necessita di cure alternative a quelle fatte in precedenza.

Ora è stato scoperta questa potente molecola anti-leucemia, l’Interleuchina 27, la quale riesce a colpire le cellule che, oltre ad essere più resistenti alla chemioterapia, alimentano continuamente il tumore (leukemia initiating cells). Oltre a questo, afferma la Dottoressa Airoldi, l’interleuchina 27 inibisce la formazione di vasi sanguigni che alimentano il tumore ed inoltre limita l’avanzamento di una cellula tumorale, denominata miR155, che permette al tumore di progredire velocemente.

Pur essendo una recente scoperta che necessita di ulteriori studi per poter essere operativa al 100%, i pazienti colpiti da questa terribile malattia potranno cominciare a sperare di ottenere una completa guarigione con conseguente miglioramento dello stile di vita.

Eleonora Braghiroli

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