Aglio taglia diventa blu: accade a Termoli

TERMOLI, 27 GIUGNO – Eppure il blu quest’anno è un colore che nell’abbigliamento e negli accessori va molto di moda. Ma quando blu diventa del cibo, questo colore non è propriamente in. Dopo le mozzarelle blu di un discount, provenienti dalla Germania – allarme di qualche mese fa – scoppia il caso dell’aglio che cambia colore. Ed è subito allerta. E direi anche giustamente. L’aglio blu arriva sulla tavola di una famiglia termolese, proveniente sempre da un discount sito in Termoli. Apparentemente l’aglio aveva un odore più intenso del solito, così come afferma la famiglia vittima di questa spiacevole disavventura, ma mai si sarebbero immaginati che una volta tagliatolo a pezzettini per condire un’insalata, gli spicchietti avrebbero cambiato colore diventando completamente blu.

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“Fino ad oggi abbiamo usato quello che coltivavamo noi, poi due giorni fa ho notato la confezione, intatta, di aglio nel frigo di casa. Alcuni spicchi li ho usati cotti, quindi non ho notato il loro colore, ma l’altra sera qualcosa è cambiato. Ho preso un paio di spicchi e li ho tagliati per condire degli ortaggi. Dopo circa 10/20 minuti sono diventati verdognoli, poi blu intenso. L’odore era molto più intenso di quello normale e non si toglie facilmente dalle mani”, così racconta la famiglia termolese che immediatamente ha avvertito la compagnia dell’Arma dei Carabinieri locale.

Dai primi accertamenti non è risultata nessuna controindicazione nella conservazione dell’aglio, che era stato tenuto in frigo al riparo dalle alte temperature. Unico aspetto inusuale, un odore più intenso del normale, che rimaneva a lungo nelle mani. I carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione di Campobasso hanno subito prelevato il prodotto per i controlli di routine e per capire se possa esserci stata una contraffazione nei componenti del vegetale e dei pericoli per la salute dei cittadini.

Se è vero che siamo quello che mangiamo, occorre prestare molta più attenzione a ciò che acquistiamo. Per il nostro bene e per quello dell’ambiente.

Federica Palmisano

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