Il grasso che non dimagrisce

Il grasso che non dimagrisce

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BOLOGNA, 4 MAGGIO – La liposuzione secondo alcuni studi garantisce un dimagrimento temporaneo, poiché la massa adiposa dopo la rimozione si localizzerà in un posto diverso dalla sede rimossa.

Questa notizia è stata confermata da uno studio condotto da Teri L.Hernandez,John M.Kittelson, Nicole R.Stob e Robert H.Eckel, ricercatori dell’Università del Colorado su un campione di 32 donne non obese è stato pubblicato sulla rivista Obesity.

Sono state praticate interventi di liposuzione a 14 donne a livello dei fianchi e del basso addome e nel giro di 12 mesi dall’intervento la massa adiposa si è adagiata alle spalle, alle braccia e nella parte superiore dell’addome. I medici durante il periodo di osservazione hanno effettuato tre misurazioni ogni sei settimane per un anno dalla data dell’intervento. Nelle prime sei settimane, nel primo gruppo di donne la perdita di grasso è stato del 2,1% ma questa differenza si è depositata nella parte alta dello stomaco.

Questo studio è stato ampiamente approvato anche dal dott. Rudolph Leibel della Columbia University che rilasciando una intervista al New York Times ha dichiarato che: «Il corpo controlla il numero di adipociti allo stesso modo in cui controlla il totale del grasso e questi ricercatori hanno scoperto che per ogni cellula di grasso che muore, ce n’è un’altra che si forma e che va a rimpiazzarla»-inoltre ha aggiunto- «il corpo difende il proprio grasso e se si dimagrisce, anche ricorrendo alla dieta o come in questo caso alla liposuzione, questo ritorna».

Il chirurgo plastico di Charlotte, la dott.ssa Eaves di Felmont III nonché presidente dell’American Society for Aesthetic Plastic Surgery ha ribadito che: «È’ uno studio ben fatto». Il rischio che la liposuzione garantisca un dimagrimento solo momentaneo, perché il grasso rimosso torna, c’è ed è concreto, anche se questo tipo di intervento chirurgico continua ad essere una delle pratiche più popolari fin dal suo debutto nel 1974, come sembrano confermare le oltre 450mila operazioni l’anno eseguite negli Stati Uniti.

Anche per il professor Maurizio Priori, presidente della Società Italiana di Medicina e chirurgia estetica (Sies), questo studio non rappresenta una novità ma una conferma, perché da tempo si sanno i rischi connaturati alla pratica della liposuzione e la ricomparsa del grasso in zone lontane dal luogo dell’intervento è sicuramente uno di quelli. Ma qui sta anche l’errore, perché lo studio americano parla di “liposuzione”, ovvero di un intervento che agisce in profondità sulle cellule adipose e non a caso fatto in anestesia totale, mentre da una decina di anni la pratica più usata è la “liposcultura superficiale” che, al contrario, non presenta i rischi della liposuzione, anche perché viene fatta in anestesia locale e su piccole zone per volta». La priorità deve essere sempre la salute del paziente e se esiste anche un minimo rischio è corretto che il paziente ne sia informato e sia messo nelle condizioni di decidere se sottoporsi o meno all’intervento.

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Maria Giuseppina Bauleo

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