Contro il melanoma parte il progetto Myskincheck

Contro il melanoma parte il progetto Myskincheck

BOLOGNA, 31 MARZO – Secondo gli esperti dell’Associazione dermatologi italiani (Adoi), negli ultimi anni è aumentato il rischio di contrarre un melanoma alla pelle a causa dell’esposizione solare, facendo eco ai dati emessi dal National Cancer Institute americano che ha rilevato un aumento dei casi di melanoma anche tra i bambini.

Per questo l’Adoi ha deciso di promuovere in collaborazione con La Roche-Posay un progetto di sensibilizzazione al problema chiamato Myskincheck.

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In Italia, il 12% degli adulti si espone al sole senza alcuna protezione, mentre addirittura il 24% non utilizza creme solari. Il 53% sceglie una protezione non sufficiente. I bambini invece sono protetti meglio, il 96% vengono protetti con la crema anche se spesso non usano cappello e maglietta per schermare i raggi solari.

Il progetto  Myskincheck fornisce del materiale informativo che verrà distribuito in 5.000 farmacie in Italia e permetterà di sfruttare una visita gratuita dal dermatologo per bambini o per adulti che fornirà una scheda completa di dati sul grado di rischio del soggetto esaminato, sul tipo di protezione necessaria e la mappa dei nei da tenere sotto controllo.

“Sono molte le campagne educative che vengono portate avanti per sensibilizzare gli italiani sui rischi del sole, ma ancora molto lavoro deve essere fatto per promuovere un’esposizione prudente ai raggi”, ha spiegato Ornella De Pita, presidente Adoi. Per i nei invece Gian Marco Tomassini, coordinatore nazionale Gruppo melanoma Adoi ha suggerito di tenerli sotto controllo osservando l’ABCDE, ovvero “Asimmetria, Bordi, Colore, Dimensioni ed Evoluzione dei nei”.

Visitando il sito www.myskincheck.it si potranno acquisire le buone abitudini da osservare al sole, seguendo prima di tutto la regola di creare un equilibrio tra l’esposizione al sole, che può anche dare beneficio all’apparato osseo-articolare, e utilizzo di creme solari, che, se smodato, potrebbe essere dannoso per l’eccesso di zinco, come rilevato dall’Università Macquary di Sydney.

Chiara Ripamonti

 

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