Calciatori e SLA: i traumi fisici sono fattori di rischio per la malattia

Calciatori e SLA: i traumi fisici sono fattori di rischio per la malattia

MILANO, 18 GEN. Traumi fisici ripetuti e Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sarebbero collegati. La patologia neurovegetativa, che solo in Italia riguarda oltre quattromila persone, colpisce in particolare i calciatori, categoria soggetta a frequenti traumi fisici. Stando ai dati forniti dall’Aisla (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), in Italia si contano in media 3 nuovi casi al giorno, 6 ammalati ogni 100.000 abitanti. Tra gli ex professionisti e dilettanti del mondo del calcio, le morti per SLA sono 6 volte di più rispetto a quelle che si registrano nel resto della  popolazione.

Un recente studio, condotto all’Istituto Mario Negri di Milano ha evidenziato la stretta correlazione tra traumi e sviluppo della malattia. “Abbiamo scoperto – spiega all’Adnkronos Salute Ettore Beghi, del laboratorio Malattie Neurologiche del Dipartimento Neuroscienze del Mario Negri – che l’aver subito tre o più traumi di una certa importanza triplica il rischio dell’insorgere della malattia“.

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Dal settembre 2007 all’aprile 2010 sono stati intervistati 377 pazienti e sono stati fatti 754 controlli, abbinati per sesso ed età. In seguito si è poi verificato se anche il numero di traumi subiti risultasse fattore di rischio.”Effettuando analisi per sottogruppi – sottolinea infine Ettore Beghi – alcune variabili da noi considerate solo come confonditori hanno assunto un ruolo interessante. Il caffè, ad esempio, è risultato quale fattore protettivo in tutte le analisi. Abbiamo, infatti, scoperto – spiega Beghi – un consumo minore di caffè tra i malati.

Cristina Reggini

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