Aids dopo 30 anni: “non bisogna abbassare la guardia”

Aids dopo 30 anni: “non bisogna abbassare la guardia”

BOLOGNA, 23 NOV. – Il virus dell’HIV, dopo 30 anni dalla sua esplosione continua a colpire, uno su quattro non sa nemmeno di essere stato colpito dalla malattia. Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell’Istituto superiore di sanità e grande esperto di Aids, torna a parlare della malattia durante un convegno: fa un bilancio dopo 30 anni dall’esplosione dell’Aids, parla di numeri, indica la Lombardia e il Lazio come le regioni con più contagi, e rispettivamente Milano e Roma come poli di maggiore diffusione del virus, inoltre Vella traccia il nuovo progilo della malattia.

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Se prima i più colpiti erano omosessuali e tossicodipendenti, ora vengono colpiti soprattutto eterosessuali, persone che decidono di non prendere precauzioni durante rapporti occasionali, se prima la malattia si diffondeva per la poca conoscenza, ora la malattia si diffonde per la sicurezza che il virus sia scomparso. ”Purtroppo tanti credono che la malattia ormai sia scomparsa oppure non rappresenti più un vero problema, ma sbagliano. Errori che poi rischiano di pagare a caro prezzo”, spiega Vella.

Ma è anche vero che in questi anni la ricerca è andata avanti, ”Oggi abbiamo a disposizione medicine rivoluzionarie, meno tossiche e più potenti e tollerabili, in tutti i reparti e ambulatori di malattie infettive della Capitale”, sottolinea Vella.

Non bisogna mai abbassare la guardia. Tanti malati scoprono in ritardo di avere contratto il virus. E le conseguenze possono essere drammatiche”, così conculde l’esperto. Questo il messaggio finale, per rendere chiaro che la malattia non è scomparsa, e che bisogna sapersi difendere da essa.

Stefania Cugnetto

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