CATANZARO, ALLA RICERCA DEL KILLER DI VINCENZO DURO, 26ENNE INCENSURATO UCCISO DAVANTI ALLA RICEVITORIA DI VIALE ISONZO

CATANZARO, ALLA RICERCA DEL KILLER DI VINCENZO DURO, 26ENNE INCENSURATO UCCISO DAVANTI ALLA RICEVITORIA DI VIALE ISONZO

CATANZARO, 19 GIU. – Intorno alle ore 20 Vincenzo Duro, incensurato di 26 anni, è morto in una sparatoria davanti a una ricevitoria di scommesse lungo viale Isonzo a causa delle ferite riportate a un fianco: secondo le prime ricostruzioni il ragazzo sarebbe stato ucciso prima di riuscire a rifugiarsi all’interno della sala scommesse.

Il killer lo ha atteso ed ha fatto fuoco. Secondo quanto riferito stamani dal capo della squadra mobile Rodolfo Ruperti, sull’agguato non sono state fornite testimonianze dirette, anche se non sono mancati contributi frammentari ai fini della ricostruzione delle modalità dell’omicidio.
Ad agire sembra sia stato un solo killer, anche se non può essere esclusa la presenza di un complice in funzione di palo. Gli inquirenti hanno ascoltato decine di persone, tra cui i familiari e gli amici della vittima, allo scopo di ricostruirne personalità, relazioni e frequentazioni.

I primi soccorsi sono venuti dal 118 che ha trasportato il cadavere in ospedale dopodiché sono sopraggiunti polizia e carabinieri che hanno vissuto momenti di tensione dopo essere stati accerchiati da un centinaio di rom. Da definire la relazione tra Duro e i rom. Si indaga sul proprietario della Citroen C2 che per primo avrebbe prestato soccorso al defunto.

Nicola Duro era incensurato e finora gli inquirenti, che hanno eseguito alcune perquisizioni, non hanno formulato alcuna ipotesi sulla matrice dell’agguato. Lo scenario investigativo resta aperto quindi a qualsiasi sbocco. Duro è morto all’ospedale «Pugliese» di Catanzaro, dov’era stato trasportato, poco dopo il suo ricovero. Non è stato reso noto se prima di morire sia stato nelle condizioni di fornire elementi utili ai fini dell’indagine. Per completare il quadro degli elementi scientifici, si attende l’esito dell’autopsia.

Sia il proprietario della ricevitoria che alcuni suoi clienti fissi hanno espresso preoccupazione e allarme per la scarsa sicurezza in cui vivono i loro figli che, casualmente, durante la sparatoria erano all’interno del negozio anziché in strada.

Sara Marini – Foto ilquotidianoweb.it

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