NDRANGHETA, SOVERATO SI TINGE DI ROSSO SANGUE: PRESUNTO BOSS UCCISO DA SICARI

NDRANGHETA, SOVERATO SI TINGE DI ROSSO SANGUE: PRESUNTO BOSS UCCISO DA SICARI

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CATANZARO, 22 APR. – Un boss della ‘ndrangheta Vittorio Sia, di 51 anni, è stato ucciso stamani in un agguato a colpi di kalashnikov a Soverato, sulla costa ionica catanzarese. Viaggiava a bordo di uno scooter e stava percorrendo la strada che collega Soverato Superiore al centro della ‘perla dello Jonio’, quando è stato affiancato da un’auto dalla quale sono stati sparati 53 colpi tra kalashnikov e di fucile calibro 12.

Vittorio Sia, 51enne, presunto capozona, è morto sul colpo. La vettura usata dai sicari è stata rinvenuta poco dopo, nel centro di Soverato, bruciata e con dentro le armi. La vettura, una Fiat Fiorino, era stata rubata nei giorni scorsi a Roccella Ionica, nel reggino.

L’INDAGINE – Si intrecciano con le indagini su altri omicidi compiuti nel soveratese, quelle sull’uccisione del boss della ndrangheta Vittorio Sia. Sia, era considerato dagli investigatori della Dda uno degli uomini emergenti della criminalità organizzata della zona. Le indagini sono condotte dai carabinieri della Compagnia Locale di Soverato. Sulla scena del crimine, compiuto intorno alle 6.45 di questa mattina, si sono recati anche gli investigatori della squadra mobile e gli uomini della scientifica che hanno compiuti i primi rilievi

Con l’omicidio di Vittorio Sia, ucciso a colpi di kalashnikov a Soverato, salgono infatti a quattro gli omicidi compiuti nella zona in due mesi. Per gli inquirenti, le cosche della ‘ndrangheta proiettano i loro interessi anche sulle localita’ delle province vicine. Un intreccio che potrebbe avere scatenato una guerra per il controllo del territorio.

L’AGGUATO FALLITO – Circa un mese fa la vittima era sfuggita ad un altro agguato. Per l’agguato dello scorso mese, quando un commando affiancò la sua autovettura esplodendo diversi colpi di arma da fuoco, i carabinieri della Compagnia di Soverato fermarono quattro persone, si tratta di Domenico Todaro, 49 anni, del figlio Vincenzo,28, di Giovanni Angotti, 41, e Daniela Iozzo, 28, tutti già noti alle forze dell’ordine.

A favorire l’individuazione dei quattro, era stata un’autovettura ritrovata poco distante dal greto del fiume Ancinale, utilizzata probabilmente per compiere il fallito omicidio. Secondo le indagini, come avrebbe dimostrato anche una bottiglia di plastica con all’interno del liquido infiammabile, i killer non erano riusciti ad incendiarla per fare sparire le tracce.

Vittorio Sia era considerato dagli inquirenti uno dei boss di Soverato, la cittadina ionica in provincia di Catanzaro, dove avrebbe controllato in particolare la zona di Soverato superiore. [ad#Juice Overlay]





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