Teramo sotto choc, arrestato prete pedofilo

Teramo sotto choc, arrestato prete pedofilo

 Papa Benedetto XVI durante l'udienza generale in Piazza San Pietro in Vaticano oggi 17 marzo 2010TERAMO, 13 APR – Proprio mentre nell’opinione pubblica mondiale infuria lo scandalo dei preti pedofili e si rincorrono le accuse alla Chiesa cattolica, ecco spuntare un nuovo caso e questa volta proprio in Italia, in una piccola parrocchia del Teramano, dove un sacerdote quarantenne di origini indiane avrebbe molestato, lo scorso Natale, una bambina di dieci anni.

Il terribile episodio è venuto a galla dopo che lunedì i carabinieri hanno arrestato il prete in seguito all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip. L’indagine era partita qualche mese prima, con la collaborazione della Curia, in seguito alla denuncia dei genitori, ai quali la piccola aveva confidato l’accaduto.

Il sacerdote, rientrato in Italia lunedì stesso dopo essersi recato in India per trovare la madre malata, esercita il sacerdozio da circa tre anni. Secondo quanto si è appreso, quello denunciato sarebbe un episodio isolato e non risultano altri reati simili a carico dell’uomo.

Il vescovo di Teramo, Michele Seccia, si è detto addolorato e ha espresso «vergogna e umiliazione» per l’accaduto, oltre che solidarietà  alla famiglia della bimba molestata. Sebbene il sacerdote sotto accusa non dipenda direttamente da lui, ma dal capo del suo ordine religioso, Seccia ha comunque detto di voler incontrare i parenti della vittima: «Desiderio dell’incontro non è per insabbiare, dimenticare. Anzi, siamo stati i primi a continuare ad insistere perché questa cosa venisse a galla e venisse risolta secondo la legge della Chiesa e della legge civile perché siamo in uno stato di diritto dove le leggi vanno osservate».

La notizia arriva a pochi giorni dalla pubblicazione da parte del Vaticano delle linee guida da seguire in casi di molestie ai minori da parte dei sacerdoti. La Congregazione per la Dottrina della Fede impone di denunciare gli abusi all’autorità giudiziaria civile e nei casi più gravi, prevede che il Papa possa direttamente ridurre il colpevole allo stato laicale, senza passare per un processo canonico.

Fabio Tamburrini

 

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