CATANIA, E’ GIALLO SULL’OMICIDIO DI GIOVANNI LA PORTA UOMO CHIAVE DEL CLAN SANTAPAOLA

CATANIA, E’ GIALLO SULL’OMICIDIO DI GIOVANNI LA PORTA UOMO CHIAVE DEL CLAN SANTAPAOLA

CATANIA, 25 MAR. – Potrebbe essere stato ucciso per uno scambio di persona Giovanni La Porta, trentanovenne ucciso con diversi colpi di pistola – di cui tre al volto -, ieri sera nel rione San Cristoforo di Catania. Secondo gli investigatori sicuramente l’agguato è di stampo mafioso, ma probabilmente gli assassini lo avrebbero confuso con suo cognato, Orazio Magrì, ritenuto affiliato al clan Santapaola. Tale idea sarebbe corroborata dal fatto che la vittima è stata freddata proprio davanti alla casa del boss in via Bellia. Magrì, intanto, si è reso irreperibile: un altro particolare che fa pensare alla polizia che temesse di essere lui l’obiettivo dei sicari. La Porta, inoltre, non è considerato elemento di alcun spessore criminale e avrebbe avuto, secondo questa tesi, la sfortuna di passare lì per caso.

Chi gli ha sparato probabilmente non conosceva né lui né suo cognato e questo fa sospettare che chi ha agito non sia del loro gruppo di amici, facendo così escludere un delitto di pulizia interna e rendendo verosimile quello compiuto da un clan rivale. Nelle scorse settimane un presunto gruppo di fuoco del clan dei Carateddi, fazione armata della cosca Cappello e rivale della famiglia Santapaola, è stato fermato dalla polizia a Catania mentre rientrava nel suo covo. Allo stato non ci sono collegamenti tra i due episodi. Le indagini della squadra mobile della Questura di Catania sono coordinate dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia etnea, Antonino Fanara, il quale ha già disposto l’autopsia sulla vittima.

In queste ore, però, sta prendendo corpo anche l’ipotesi che Magrì avrebbe potuto essere il vero obiettivo dell’agguato ma secondo chi indaga, anche se gli assassini avessero voluto effettivamente uccidere La Porta si tratterebbe comunque di un messaggio indirizzato a Magrì e dunque al clan Santapaola. Il delitto di ieri sera viene comunque inquadrato nel contesto del riaccendersi di tensioni all’interno della mafia catanese, e potrebbe essere una risposta all’omicidio di Salvatore Tucci, il pregiudicato ucciso il 6 marzo scorso in via Feliciotto, nel quartiere di San Cristoforo.

Davide De Stavola

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