PROCESSO MEREDITH, DIFESA SOLLECITO: “ASSOLVETE RAFFAELE E’ INNOCENTE”

PROCESSO MEREDITH, DIFESA SOLLECITO: “ASSOLVETE RAFFAELE E’ INNOCENTE”

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PERUGIA, 30 NOV. – L’assoluzione di Raffaele Sollecito “per non aver commesso il fatto” è stata chiesta dall’avvocato Giulia Bongiorno al termine della sua arringa davanti alla Corte d’Assise di Perugia. L’udienza è stata quindi rinviata a domani mattina. Chiudendo la sua arringa l’avvocato Bongiorno ha nuovamente sottolineato ai giudici “l’importanza del dubbio”. “In Camera di Consiglio – ha detto – non abbiate timore di dubitare, di discutere e di contrapporvi. Verificate e leggete gli atti. La vostra è una funzione che non ho voluto svolgere perché non mi ritengo all’altezza”. Domani il processo proseguirà con le arringhe dei difensori di Amanda Knox.

La ricostruzione accusatoria “ha il sapore dell’opera incompiuta dove manca la parte essenziale” ha sottolineato l’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher. Il legale ha sottolineato che manca infatti la prova della conoscenza tra il giovane e Rudy Guede. “E’ certo – ha detto la Bongiorno – che i due non si conoscevano al momento del delitto. L’unico elemento che li lega é il capo d’imputazione”. Riferendosi a quella che ritiene l’incompiutezza della ricostruzione accusatoria, il legale ha citato il verso di una canzone di Sergio Endrigo: “era una casa tanto carina ma senza tetto e senza cucina”.

“Sollecito – ha detto ancora Bongiorno – era vicino alla laurea e coltivava i propri sogni ma ha inciampato in un’impronta che glieli ha strappati”. Ha quindi parlato dell’impronta insanguinata di scarpa trovata accanto al cadavere della Kercher attribuita inizialmente a Sollecito ma poi rivelatasi di Guede. “Raffaele – ha sottolineato il suo difensore – è stato incastrato sulla scena del delitto dall’impronta di scarpa, è andato in carcere per quell’impronta”. La Bongiorno è poi passata a parlare della mattina del ritrovamento del cadavere, il 2 novembre del 2007. “Sollecito – ha detto – ha dato l’allarme e ha atteso gli inquirenti su un gradino davanti alla casa del delitto. Vi pare credibile che un assassino faccia questo?”.

Redazione

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