PERUGIA, TRE ANNI DI SILENZIO: È ANCORA UN MISTERO LA SCOMPARSA DI SONIA

PERUGIA, TRE ANNI DI SILENZIO: È ANCORA UN MISTERO LA SCOMPARSA DI SONIA

PERUGIA, 17 NOV. “È ora di squarciare il silenzio, basta con questa omertà“, sono le parole urlate e accorate di Piermassimo, il fratello di Sonia Marra, scomparsa nel nulla tre anni fa a Perugia. Dopo tre anni di angoscia e sofferenza la famiglia di Specchia, paese nel leccese di cui era originaria Sonia, torna a chiedere attenzione e giustizia sulla vicenda.

Sonia aveva 25 anni, studiava Medicina a Perugia e svolgeva, come volontaria, mansioni di segreteria alla scuola di Teologia di Montemorcino. Era il primo pomeriggio del 16 novembre 2006, quando la madre di Sonia parla per l’ultima volta al telefono con la figlia: quando quella stessa sera cerca di contattarla al cellulare non riceve risposta, il telefono è spento e non squillerà più.

Il tempo trascorso da allora è tanto, come tanti sono i misteri che ancora avvolgono i fatti.

I testimoni ascoltati sono pochi, vaghe le loro parole. Si parla di un uomo vestito di scuro uscito dall’abitazione di Sonia il giorno della sua scomparsa, di una buca scavata a mano nel parco di Montemorcino, di ripetuti test di gravidanza che la ragazza avrebbe fatto nel periodo immediatamente precedente alla scomparsa, dell’amore che ella avrebbe nutrito per don Ciacca, parroco del luogo arrestato per spaccio di stupefacenti. Gli indizi inquietanti non mancano, ciò che manca sono tracce valide che conducano le indagini nella giusta direzione.

Frustrata dal poco aiuto delle autorità competenti, intanto, la famiglia di Sonia ha trascorso gli ultimi anni a cercare risposte: la sorella Anna da Roma si è trasferita a Perugia per contattare le persone che frequentavano Sonia, ma senza risultati, nessuno ha voluto parlare con lei.

E di omertà parla oggi Piermassimo Marra nella sala del consiglio comunale di Perugia dove si è tenuta una conferenza dei capigruppo per rilanciare l’attenzione sulla vicenda.

“Sono tre anni – ha detto Piermassimo – che viviamo come sospesi, cercando di capire cosa è accaduto e perché. Sarebbe una grande ingiustizia che ci si dimenticasse di lei in quanto si tratta di una ragazza di famiglia umile”.

Alla conferenza a Palazzo dei Priori era presente anche l’associazione Penelope, composta dai parenti di persone scomparse che, dal 1974 ad oggi, come ha ricordato lo stesso Presidente nazionale dell’associazione Elisa Pozza Tasca, sono 24.804.

Anna Minutillo

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