ALLARME DI MARONI, L’ITALIA NEL MIRINO DEI TERRORISTI: “DOPO L’ATTENTATO DI MILANO IL QUADRO E’ CAMBIATO”

ALLARME DI MARONI, L’ITALIA NEL MIRINO DEI TERRORISTI: “DOPO L’ATTENTATO DI MILANO IL QUADRO E’ CAMBIATO”

ROMA, 7 NOV. – Dopo l’attentato propiziato da Mohammed Game alla caserma milanese, il quadro della minaccia terroristica in Italia “é cambiato e pensiamo che ci possano essere cellule che si formano, si finanziano e si addestrano per fare attentati in Italia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in un incontro con i giornalisti presso l’associazione della Stampa Estera. “Fin’ora in Italia – ha detto il ministro – le cellule raccoglievano fondi e facevano reclutamento per azioni da compiere all’estero. Ma dopo Milano il quadro è cambiato”.

L’INTERVISTA – “C’é un’evoluzione che mi preoccupa molto dopo Milano”, ha detto Maroni: “il kamikaze che si è fatto esplodere senza riuscire a portare a termine l’azione segna una svolta nella presenza di questo tipo di attività in Italia”. Dopo aver quindi sottolineato che ora le cellule presenti sul territorio nazionale si preparano a compiere attentati in Italia, mentre in passato guardavano all’estero, il ministro ha aggiunto che “non siamo ancora al fenomeno dei terroristi ‘home grown’ come in Gran Bretagna e Spagna”, cioé non ci sono terroristi islamici “italiani”, “ma ci siamo molto vicini”. Maroni ha infatti ricordato se ci fosse stata la legge sulla cittadinanza, che vorrebbe ridurre i termini per ottenerla, “il kamikaze di Milano sarebbe stato un cittadino italiano. Era ben integrato nel nostro Paese e questa è una svolta significativa che stiamo seguendo con grande attenzione”. Il responsabile del Viminale ha quindi parlato di cellule terroristiche presenti in Italia “in parte collegate e in parte autonome, anche se ormai si è sviluppato un ‘franchising’ del terrorismo con il marchio e il know how di Al Qaida. Non c’é Al Qaida in Italia – ha spiegato – ma ci sono cellule che vi fanno riferimento, che in qualche modo hanno ottenuto l’autorizzazione di Al Qaida. E’ un fenomeno – ha concluso – che stiamo investigando”.

Redazione

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