CASO STEFANO CUCCHI. I MEDICI DI REGINA COELI: “IL 16 OTTOBRE, LESIONI GIA’ GRAVI”
Si continua a scavare in quegli otto giorni di carcere che lo hanno strappato alla vita lasciandogli i segni della tortura sul corpo. Si chiamava Stefano Cucchi ed è stato ferocemente picchiato in prigione.
ROMA, 6 NOV. - Iniziano a parlare i medici del Regina Coeli che visitarono Stefano il giorno stesso del suo ingresso nell’istituto penitenziario. Era il 16 ottobre: Cucchi “aveva già lesioni gravi”.
In base a quanto riferito dai medici davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, Stefano riportava già lesioni gravi sul volto, lesioni vertebrali e un sospetto di trauma cranico addominale, al momento della prima visita medica.
“Noi siamo ancora all’inizio della nostra indagine – ha spiegato il presidente della commissione Ignazio Marino al termine dell’audizione – ma i medici sono stati molto precisi circa la condizione fisica di Stefano Cucchi nel momento di ingresso al carcere di Regina Coeli”. E dalla loro descrizione e dalla cartella clinica, “che esiste, perché lui è stato subito ricoverato nel centro diagnostico terapeutico del penitenziario, è evidente – ha aggiunto Marino – che il ragazzo aveva già lesioni gravi, al volto, aveva il sospetto di un trauma cranico o addominale e sicuramente delle lesioni vertebrali”.
Marino ha inoltre domandato al personale ospedaliero se avesse ricondotto la nausea della quale Stefano soffriva in quei giorni a disturbi di tipo neurologico, o se invece fosse da attribuire a disturbi gastrointestinali. I medici non hanno dubbi a proposito: la nausea era frutto con tutta “evidenza di un danno nervoso centrale”.
A quel punto ci sarebbe però stato il rifiuto da parte di Cucchi a sottoporsi ad una nuova Tac di controllo.
Mauro Mariani, direttore della casa circondariale di via della Lungara, conferma la versione dei medici: “La situazione al momento dell’arrivo di Cucchi in carcere è documentata dal certificato medico del tribunale dalla visita del primo ingresso tra le 15,45 e le 16,30 del 16 ottobre”.
“Il ragazzo è arrivato a Regina Coeli proprio intorno alle 15,45 fino alle 19,50 quando un’ambulanza l’ha portato al Fatebenefratelli – ha continuato Mariani – l’ospedale aveva disposto il ricovero vista la quasi impossibilità di deambulazione del giovane. Invece Cucchi firma per essere dimesso e alle 23 torna in carcere intorno alle 23. Qui viene trasferito nel reparto sanitario dell’istituto insieme ad altri 4 detenuti. La mattina dopo, alle 11, viene effettuata una visita medica e verso le 13,20 viene di nuovo portato all’ospedale dell’isola Tiberina”. Secondo Mariani, quindi, non esistono punti oscuri nella ricostruzione della permanenza di Stefano Cucchi a Regina Coeli e tutto è documentato.
La famiglia di Stefano rende noto però, allo stesso tempo, l’ultimo certificato medico di cui è in possesso, rilasciato in data 3 agosto 2009, dal quale si evince che le condizioni di salute del ragazzo erano ottimali.
Nei prossimi giorni, la Commissione presieduta dal senatore Marino continuerà a lavorare per far luce sulla morte del 31enne. Martedì 10 verranno ascoltati i familiari di Stefano, mentre il giorno seguente, l’11, sarà la volta dei sanitari del Fatebenefratelli.
Giuliana Sias