Il diavolo della Tasmania torna in Australia: 26 esemplari reintrodotti nel proprio habitat

diavolo della tasmania

Il diavolo della Tasmania torna nel suo habitat. La notizia che arriva dall’Australia è una vittoria poco celebrata: un traguardo storico atteso da… 3 mila anni. Da tanto, infatti, nel continente oceanico mancavano questi esemplari di Sarcophilus harrisii nel proprio habitat naturale. Di recente, undici diavoli della Tasmania sono stati introdotti nel santuario di Barrington Tops, a nord di Sidney, nell’Australia continentale. Bazzicano in un’area da 400 ettari e sono il seguito di un’operazione che aveva già coinvolto altri 15 esemplari. Si tratta di marsupiali carnivori giovani e pronti a riprodursi, ma innocui per l’uomo.

DIAVOLO DELLA TASMANIA TORNA IN AUSTRALIA

In antichità nel continente erano presenti numerosi esemplari, ma la razza è stata portata quasi all’estinzione. Un po’ per mano dell’uomo, un po’ – si pensa – dei dingo, mammiferi della famiglia dei canidi. Da aggiungere alle cause anche una forma di cancro, Devil Facial Tumor Disease, che avrebbe sterminato il 90% degli esemplari dalla sua scoperta (1996) ad oggi. Si tratta di mammiferi che pesano 8 kg circa, si nutrono di carcasse, ma possono aggredire anche piccoli canguri e animali di piccola taglia. Possono risultare un pericolo per gli uomini solo se attaccati, ma nel santuario di Barrington Tops saranno monitorati e controllati, anche per seguirne lo sviluppo.

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La speranza è quella che possano riprodursi e ripopolare: ogni parto dell’esemplare femmina, in genere, può portare anche 20-30 cuccioli. È un barlume di speranza per l’Australia: la natura ha risentito profondamente della stagione degli incendi che hanno caratterizzato l’inizio del 2020. Durante i roghi, la carenza di acqua ha portato alla morte di 3 miliardi di animali, incapaci di nutrirsi e idratarsi. Anche migliaia di koala, razza in via d’estinzione, sono morti nella tragedia. Ma il fatto che ci siano 26 esemplari di una razza assente negli ultimi 3 mila anni è davvero un raggio di luce, di speranza. Merito anche di Aussie Ark, l’associazione che da anni si occupa della salvaguardia di specie protette e che ha partecipato all’operazione sul diavolo della tasmania.

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