Cameriere serve famiglia di nigeriani e chiede scusa al poster di Mussolini, ma la versione del ristorante è un’altra

Non sono del tutto chiare le sfumature della vicenda che ha fatto il giro dei social, partendo da Rimini. L’ambientazione è il ristorante “La tana marina”. Qui, Fatou, con la sua famiglia di 13 persone, aveva prenotato un tavolo per festeggiare il compleanno della figlia Anna. Il trattamento riservato, però, non è stato dei migliori. Colpa di un cameriere, colpa del fatto che fossero persone di colore. Nigeriani, per la precisione.

RIMINI, CAMERIERE CHIEDE SCUSA A MUSSOLINI PER AVER SERVITO NIGERIANI

Secondo quanto raccontato poi anche sui social da Adjisam, la sorella di Fatou, il cameriere si sarebbe rivolto a un poster raffigurante Benito Mussolini esclamando “Scusami, Benito”. Scusami – verosimilmente – per aver servito delle persone così diverse da me, o forse per l’intolleranza. Il tutto accompagnato dal saluto romano. Secondo altre versioni, il cameriere avrebbe anche farfugliato tra sé e sé “sti ne*ri di m…”. Un gesto che fa riflettere, a cui però Fatou e la sua famiglia non si sono piegati chinando il capo e facendo finta di niente. Anzi. È stata proprio Adjisam a denunciare il tutto alle autorità, configurando un reato per il cameriere e per i gestori di apologia di fascismo. Il tutto, però, dopo aver dapprima protestato e poi concluso ugualmente la serata al ristorante.

Fatou, con la figlia, Adjisam e le tredici persone hanno raccontato la vicenda soltanto in un secondo momento. Il fatto è poi divenuto virale e la pagina Facebook del ristorante in queste ore è sotto attacco via social. I gestori della Tana Marina hanno provato a difendersi, con una versione che cozza decisamente con quella di Adjisam e la sua famiglia. Non si trattava – secondo i proprietari – di un poster di Mussolini, né di un quadro, ma di £”una cassetta di legno col vino di Mussolini”. Che non sempre piace ai clienti: “L’abbiamo tolta perché dava fastidio”, si legge nella replica affidata a Repubblica. Forti smentite invece sul tema del saluto romano: “Non c’è stato, accogliamo tutti: anche i cani“. Attualmente, con versioni così distanti e carenza di testimoni super partes è difficile stabilire una verità assoluta, ma anche nei giudizi social e tra le righe la replica ufficiale dei gestori del locale è sembrata un tantino goffa.

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