Inferno a Beirut, esplosioni in sequenza. Decine di vittime, centinaia di feriti: il mondo trema e spera

esplosione a beirut

Esplosioni a Beirut, ancora sotto schock il mondo per le notizie che arrivano dal Libano. Le immagini sono raccapriccianti: le esplosioni, le urla, una imponente colonna di fumo, gli uffici devastati. La seconda deflagrazione, documentata nelle immagini che hanno fatto il giro dei social, sembra un prodotto cinematografico, un effetto speciale delle migliori produzioni. Ma è solo una triste, preoccupante e terrificante realtà.

È successo a Beirut, nella zona portuale precisamente, quest’oggi. Le due esplosioni si sono verificate a distanza di 15 minuti l’una dall’altra e sono state avvertite fino a 200 chilometri di distanza. Secondo le prime ricostruzioni, a saltare in aria sarebbe stato un deposito di fuochi d’artificio, ma non è chiara la natura degli scoppi. Quello che è chiaro, finora, è il numero crescente di vittime. Nel primo sopralluogo ne sono state accertate dieci. Centinaia, invece, i feriti, secondo quanto riportato dalla croce rossa locale e dai media.

ESPLOSIONI A BEIRUT, IL VIDEO DELLO SCOPPIO E LE ULTIME NOTIZIE

Tra loro ci sarebbero anche due militari italiani. Si pensa anche a un movente di tipo politico, legato alla prossima sentenza del tribunale speciale dell’ONU sull’omicidio dell’ex premier Rafik Hariri, ucciso nel 2005 da 4 persone vicine alle milizie di Hezbollah. Alcune fonti sostengono l’esistenza di un’altra esplosione, avvertita nei pressi dell’abitazione di Saad Hariri, ex Premier coinvolto in una riunione in quel momento e figlio di Rafik.

Le autorità locali sostengono di non avere abbastanza materiale, ma l’ipotesi dei fuochi d’artificio può perdere credibilità nelle prossime ore. Potrebbe trattarsi in realtà di ben altro tipo di esplosivo, nitrato di ammonio verosimilmente. Gli stati maggiori si sono riuniti, così come il Pentagono negli USA, mentre sia Hezbollah che Israele hanno negato coinvolgimenti nella vicenda. Secondo quanto rivela l’ANSA, nel porto di Beirut ci sono unità navali dell’Unifil, la forza dell’Onu al confine tra il Libano e Israele. Il servizio sanitario è a carico del dicastero, i feriti stanno occupando gli ospedali.

Il governo ha dichiarato, inoltre, lo stato d’emergenza. I due militari italiani coinvolti stanno bene, sono feriti in modo non grave ma soltanto molto scossi e con la voce rotta dal pianto. È ancora da accertare, comunque, il numero e la sequenza delle esplosioni. Crescono infatti le testimonianze sulle varie deflagrazioni nella città di Beirut. Lo riferisce la giornalista Joyce Karam, da Washington, su Twitter. Dal primo momento – sostiene – sono state riportate le esplosioni e l’incendio nell’area di stoccaggio dei fuochi d’artificio, ma i danni sono stati registrati fino a 10 chilometri dal luogo dell’esplosione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.