Nuovo DPCM: le decisioni confermate e la verità sullo stato d’emergenza

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Il nuovo DPCM del 14 luglio è stato presentato questa mattina dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Armato di mascherina e delle precauzioni sempre necessarie, il ministro ha ribadito con fermezza che l’Italia è ancora in una fase d’emergenza. Se alcuni comportamenti lascivi documentati sul web hanno fatto discutere, dal Governo arrivano messaggi diametralmente opposti. E ha fatto rumore l’intenzione, manifestata negli scorsi giorni, di prolungare lo stato d’emergenza fino al 31 dicembre. È questo l’effetto del nuovo DPCM? No, per niente. Lo stato d’emergenza viene prolungato fino al 31 luglio, alla fine del mese. Molti invece i provvedimenti che vengono confermati.

NUOVO DPCM PRESENTATO DAL MINISTRO SPERANZA, LE CONFERME

Tema scottante le mascherine: sì, si dovranno indossare ancora per un bel po’. In quali casi saranno obbligatorie? Luoghi chiusi, innanzitutto, ma anche nei luoghi aperti dove non si potrà rispettare il distanziamento sociale. Al tempo stesso, sono ancora vietati gli assembramenti, anche se i controlli nella maggior parte delle città italiane in questo senso scarseggiano.

Dall’estero, invece, viene confermato il divieto di rientro da 13 Paesi. Si può rientrare da Paesi dell’Unione Europea, mentre per i Paesi extra-Unione è ancora imposta la quarantena obbligatoria di 14 giorni. Sulle scuole ancora niente di definito. Servirà monitorare bene la situazione e il personale scolastico sarà sottoposto a continui test sierologici. Per gli alunni, la misurazione della febbre sarà effettuata autonomamente dai genitori a casa, come riferito dalla ministra Azzolina. L’università accoglierà alcuni studenti, soltanto per qualche corso e qualche esame e le sedute di laurea. Ancora vietati gli accessi a librerie e aule studio. Una decisione che ha fatto discutere, di fronte alle immagini costanti di assembramenti su lidi e nelle discoteche.

In via ufficiale, difatti, le spiagge dovrebbero ancora mantenere la distanza tra gli ombrelloni, uno spazio di 4 metri quadri per individuo, regole ferree su mascherine e controlli. In teoria. Nella pratica – anche questo è fact-checking – avviene molto raramente, laddove i controlli scarseggiano.

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