Roma, volo dal Bangladesh con 36 positivi. Come affronta l’Italia questa emergenza?

volo dal bangladesh

Volo dal Bangladesh con 36 positivi. Stato d’allerta massimo in Italia, proprio quando la percezione del pericolo Coronavirus sembrava azzerata. Abbassare la guardia, ora come ora, potrebbe essere un errore imperdonabile. Dopo aver registrato un lieve aumento dei contagi, l’Italia deve ora affrontare un’altra situazione critica. Dal Bangladesh, infatti, è atterrato ieri un volo a Fiumicino con 36 passeggeri positivi su 274. Mancano ancora 60 referti all’appello, con i numeri che potrebbero crescere, ma intanto il pericolo va registrato e affrontato.

VOLO DAL BANGLADESH, 36 POSITIVI: LE MISURE PRESE

I passeggeri del volo Dacca-Roma sono attualmente in isolamento, dopo essere stati sottoposti al test sierologico e a quello molecolare. Come ha affrontato l’Italia la circostanza? L’ultima decisione è stata quella di inasprire i controlli, specialmente per chi rientra dal Bangladesh. A chi infatti si trova in Italia dal 1 giugno è consigliato recarsi presso il drive-in di Santa Caterina delle Rose operativo tutti i giorni dalle ore 9 alle 18 in Largo Preneste (Asl Roma 2) per effettuare i test. L’altra decisione è stata quella di bloccare tutti i voli da Dacca, incapaci di “garantire i livelli di sicurezza” adeguati.

Ma il pericolo potrebbe ora espandersi fino alla comunità bangla di Roma, presente prevalentemente tra il quartiere Prenestino e Torpignattara. La Regione Lazio aveva disposto dei controlli sia per chi arrivava dal Bangladesh che per i residenti della comunità, controlli ai quali non si sarebbero presentate molte persone. La strada presa è dunque quella di interpellare le autorità religiose e i responsabili delle associazioni culturali.

“Abbiamo disinnescato una bomba virale”, sostiene Alessio D’Amato, assessore regionale alla salute, mentre il ministro della salute Roberto Speranza commenta: “La quarantena per chi viene da Paesi extra UE ed extra Schengen è già prevista ed è confermata. Ma dopo tutti i sacrifici fatti non possiamo permetterci di importare contagi dall’estero. Meglio continuare a seguire la linea della massima prudenza”

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