Cosa ha deciso il tribunale internazionale sul caso dei Marò?

Sono passati 8 anni di arbitrati, processi e trattative internazionali, ma alla fine la storia di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone trova una sua conclusione. Il tribunale arbitrale internazionale dà ragione all’Italia: è stata infatti riconosciuta ai due marò l’immunità in merito al delitto commesso nel 2012 in India. Ad inizio febbraio del 2018, i due soldati aprirono il fuoco su una barca di pescatori, pensando si trattasse di pirati, mentre erano coinvolti in un’operazione antipirateria a bordo della nave Enrica Lexie. Dopo aver scontato uno stato di fermo inizialmente sull’imbarcazione e poi nel carcere di

Trivandrum, prima ancora che all’ambasciata italiana, i due sono tornati in Italia. Gli arbitrati, che hanno coinvolto anche l’Aja, erano necessari per capire a chi appartenesse la giurisdizione sul caso. La decisione è arrivata oggi, ad otto anni di distanza dal reato commesso. L’India – ha stabilito il tribunale – non potrà più esercitare nessun tipo di giurisdizione verso Latorre e Girone. Dopo otto anni lunghi e travagliati, in cui Latorre è stato anche colto da un malore – la fine del tira e molle.

La decisione definitiva è che i due marò, essendo in servizio, adempiendo il loro dovere per conto dell’Italia, debbano essere giudicati dalla giustizia nostrana. Ma non finisce qui. L’Italia sarà infatti costretta a risarcire l’India per vari motivi. Danni morali e pratici, soprattutto, per aver “violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony”.

Sul peschereccio, infatti, morirono i due pescatori del Kerala scambiati erroneamente per pirati. L’accordo dovrà essere raggiunto tramite contatti diretti tra le due nazioni. Dalla Farnesina Luigi Di Maio, ministro degli esteri, fa sapere: “L’Italia naturalmente rispetterà quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione. Oggi si mette un punto definitivo a una lunga agonia. Un abbraccio ai nostri due marò e alle loro famiglie”.

E anche la figlia di Latorre, Giulia, esulta a mezzo social: “Qualcuno un giorno chiederà scusa”.

 

 

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