Perché Vittorio Feltri si è dimesso dall’Ordine dei giornalisti?

vittorio feltri

Vittorio Feltri ha lasciato l’ordine dei giornalisti. Se ne invocava da tempo un allontanamento, sui social e tra l’opinione pubblica. Effettivamente, i titoli sempre più maliziosi e gli interventi discutibili in tv e radio avevano già convinto l’Odg a prendere provvedimenti. Il direttore di Libero, però, ha giocato d’anticipo e si è dimesso. Un senso di giustizia s’è mosso in lui, un ravvedimento per le uscite fuori luogo su Napoli e sul Sud? Non lo sappiamo, ma molto probabilmente no. In realtà, le dimissioni sembrano più che altro un modo – per Feltri – di divincolarsi dalla morsa dell’Ordine. Dopo anni di impunità, infatti, negli ultimi tempi – grazie al suo presidente napoletano, Carlo Verna – il rischio di provvedimenti contro di lui era cresciuto esponenzialmente. Giocare d’anticipo, giocare secondo le proprie regole e continuare a dirigere Libero.

VITTORIO FELTRI, PERCHÉ LE DIMISSIONI?

Senza, però, dover dar conto a nessuno, rispondere di titoli ed editoriali sempre discussi. Le prime mozioni contro Feltri erano state mosse dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, nella persona del suo presidente Ottavio Lucarelli. Il motivo? Le frasi offensive sui napoletani e sul Sud ripetute a più riprese nei giorni del lockdown. “Sono socialmente inferiori” e “Che vado a fare a Napoli? Il parcheggiatore?” sono solo due degli esempi a supporto della tesi. Con le dimissioni dall’Ordine, però, Feltri non è affatto al sicuro. Proprio Carlo Verna, infatti, ha spiegato come ci siano ancora diversi procedimenti disciplinari aperti nei confronti di Vittorio Feltri. Non solo: l’Ordine avrebbe dato mandato legale per valutare un danno d’immagine causato dalle esternazioni del vulcanico direttore di Libero. Giocare d’anticipo, insomma, non sembra aver portato i frutti sperati.

LEGGI ANCHE: PERCHÉ VITTORIO SGARBI È STATO ALLONTANATO DALLA CAMERA?

Feltri, dal canto suo, con l’utilizzo senza peli sulla lingua che fa dei social, scrive su Twitter: “Il presidente dell’Ordine nazionale commentando le mie dimissioni dalla gabbia corporativa ha detto che avrebbe preferito accompagnami sulla retta via, quella dell’anonimato che lui ha sempre percorso, tanto è vero che il pubblico lo confonde con l’Amaro Verna”. Ringrazia poi Gervasoni, che – come Sallusti, direttore de Il Giornale – ha preso le sue parti. Sallusti, tra l’altro, ha dichiarato: “È stato perseguitato per anni”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.