Coronavirus, cosa sta succedendo in Brasile?

coronavirus in brasile

Il Coronavirus in Brasile sta prendendo una piega devastante, con il raggiungimento di un milione di contagiati e oltre cinquanta mila morti. A 144 giorni dall’individuazione del paziente zero e del primo focolaio, la situazione tende soltanto a peggiorare e anche le previsioni per l’imminente futuro sono contrastanti. Gli scienziati si dividono: da un lato la possibilità che il picco massimo sia stato raggiunto e che possa iniziare ora una lenta discesa, dall’altro la stagione invernale ormai alle porte.

CORONAVIRUS IN BRASILE

Le condizioni climatiche insomma potrebbero giocare un ruolo in favore del virus. Le difficoltà in Brasile provengono soprattutto dall’impossibilità di tracciare e mappare il virus, i focolai, le zone ad alto rischio di contagi. Bolsonaro ha scelto anche la via dell’oscurantismo, dopo il commento fatalista “Moriremo tutti”, ha cancellato l’aggiornamento quotidiano del ministero della salute. Gli scienziati continuano a pensare che l’immunità di gregge sia molto lontana dal suo completamento. E intanto si contano le vittime. 49.156, per l’esattezza. In queste ore, però, si sta diffondendo una bufala sulla questione. Un post in particolare sta scuotendo il mondo del web in queste ore.

L’immagine raffigura delle croci poste sulla spiaggia di Copacabana e la didascalia che la accompagna è:San Paolo resta una delle città più colpite dall’infezione e nonostante tutto ha deciso di allentare le misure di contenimento. Mentre a Rio alcune vittime sono state sepolte nella spiaggia di Copacabana”. 

È vero che Rio è una delle città più colpite dall’epidemia di Coronavirus, ma la notizia in questione è falsa. Cosa ci fanno, allora, delle croci poste sulla spiaggia di Copacabana? Si tratta di una protesta. 100 croci messe lì come simbolo per protestare contro la cattiva gestione dell’emergenza Coronavirus. Una protesta contro il governo Bolsonaro, ma anche un modo per mostrare solidarietà a Manaus. La città, infatti, è stata la più colpita in termini di vittime. Il Brasile si trova poi a dover affrontare un altro problema: il negazionismo. Non essendoci test, non essendoci una mappatura né la possibilità di fare una massiccia opera di screening, molti rifiutano l’idea che i propri cari siano morti di Coronavirus.

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