M5S-Venezuela, ombre su un documento: qual è la verità?

Non bastava la querelle tra Alessandro Di Battista e Beppe Grillo a scuotere le fondamenta del Movimento 5 Stelle. Dalla Spagna, infatti, la notizia del giorno riguarda proprio i pentastellati. Una formazione politica appena nata, ai tempi dell’episodio raccontato da ABC. Il quotidiano spagnolo ha svelato, infatti, un accordo segreto tra il governo venezuelano di Chavez e il Movimento.

Quando? Il fatto risale a ben dieci anni fa ed è stato portato alla luce anche grazie ad un documento segretato. Secondo la ricostruzione di ABC, nel 2010 il governo venezuelano di Chavez avrebbe finanziato i cinque stelle con 3,5 milioni consegnati in una valigetta. Il destinatario? Gianroberto Casaleggio, grazie all’intermediazione del console venezuelano a Milano, Gian Carlo di Martino. Detto che i rapporti tra M5S e Venezuela sono ben noti e sono continuati anche quando – dopo la morte di Chavez nel 2013 – il potere è stato assunto da Maduro, ci sono ombre sul documento pubblicato da ABC.

A gettare dubbi sul documento è il timbro in alto in blu, simbolo dell’Escudo de Armas. C’è un piccolo errore, però. Quella versione del logo è divenuta obsoleta nel 2006, quando è stata modificata con la Ley de Bandera Nacional, Himno Nacional y Escudo de Armas de la República Bolivariana de Venezuela. Nel logo interno al timbro, infatti, è rappresentato un cavallo che cavalca verso destra e ha la testa rivolta a sinistra. Nel 2006, la posizione del cavallo è stata cambiata: cavalca verso sinistra, come conferma un’infografica di Open:

È corretto, invece, il logo in alto a sinistra, quello della Dirección General de Inteligencia Militar (DGIM): solo un anno dopo, nel 2011, sarebbe cambiato. Ciò vuol dire che l’articolo di ABC è falso e i rapporti tra Venezuela e Movimento 5 Stelle non esistono? Falso. La simpatia dei pentastellati per il governo venezuelano non è mai passata inosservata, anzi. Inoltre, ABC presenta altri documenti a sostegno del finanziamento.

Nel 2017, in occasione del quarto anniversario della morte di Chavez, una delegazione presieduta da Manlio Di Stefano, attuale sottosegretario agli esteri, fece visita all’attuale governo. Nel febbraio 2019, quando a Caracas impazzavano gli scontri tra le fazioni di Maduro e Guaidò, la posizione dei 5S fu motivo di scontro con i compagni di governo in Lega. Il Movimento non si distanziò mai da Maduro, ma riuscì poi ad assumere posizioni più intermedie, riconoscendo le elezioni che lo avevano rieletto come illegittime. Non fu mai risconociuto, però, Guaidò come presidente. Maduro, nei ringraziamenti per la solidarietà ricevuta, menzionò anche il governo di Roma.

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