Bonafede e la frase incriminata nel 2016: cosa disse davvero?

cosa disse bonafede nel 2016

Cosa disse Bonafede nel 2016? Si è discussa ieri in Senato la mozione di sfiducia individuale al ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Il guardasigilli era stato accusato da Nino Di Matteo di aver volutamente evitato la nomina di quest’ultimo a capo del DAP sotto pressioni. Sono state respinte entrambe le mozioni, sia quella presentata dai capigruppo del centrodestra, che dalla senatrice di +Europa Emma Bonino. A fare più scalpore è stato proprio l’intervento della Bonino, che dai banchi del suo partito ha rivangato una vecchia frase incriminata, pronunciata da Bonafede nel 2016. L’attuale guardasigilli non era ancora parte del Governo e, in merito alla vicenda del Sindaco di Quarto, Napoli.

Rosa Capuozzo, prima cittadina all’epoca dei fatti, fu invischiata in alcune accuse su presunti legami con la camorra. Bonafede – stando a quanto riferito dalla Bonino – disse: Se c’è un sospetto, anche chi è pulito, deve dimettersi”. “Se lo ricorda? No, peccato”, ha concluso la senatrice di +Europa. La frase è stata anche ripresa da Giorgia Meloni con un’info-grafica eloquente sui social. Il Movimento 5 Stelle, effettivamente, tornando indietro nel 2016, chiese l’espulsione dal partito e le dimissioni di Rosa Capuozzo.

COSA DISSE BONAFEDE NEL 2016?

La prima cittadina lasciò il Movimento e la sua carica, per poi riprovarci con due liste civiche alle elezioni amministrative successive. Tuttavia, le dichiarazioni di Bonafede non trovano conferme. È vero che il guardasigilli abbia pronunciato parole simili nel 2016, ma la versione integrale e senza rielaborazioni nota anche una differenza di significato dalla frase incriminata. “Noi non abbiamo scaricato nessuno. Siamo stati accanto a **** fino all’ultimo. Nel post c’è l’indicazione chiara del fatto che sia un sindaco pulito e che si è comportata bene, su questo non ci sono dubbi”.

Alfonso Bonafede nel gennaio del 2016 affermava che le dimissioni andavano date anche in caso di semplici sospetti. Cosa…

Gepostet von Giorgia Meloni am Mittwoch, 20. Mai 2020

Sulle dimissioni, Bonafede aveva poi dichiarato: “Qui non stiamo parlando di un semplice problema amministrativo. Non si possono confondere i piani. Parliamo di una battaglia generale che facciamo da sempre per la legalità, per l’onestà e contro il voto di scambio. Sono temi fondativi per noi”. 

La frase “Se c’è un sospetto, anche chi è pulito deve dimettersi” gli fu attribuita in un titolo di Repubblica. Non distante dal concetto espresso dal Movimento 5 Stelle e dallo stesso Bonafede, ma con parole più diplomatiche e meno dirette.

Vittorio Perrone

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