Coronavirus, la verità sulla cura al plasma

cura al plasma

La cura al plasma per il Coronavirus ha suscitato numerosi interessamenti e polemiche tra i social. Cos’è? In cosa consiste la cura al plasma, che vantaggi ottiene e che rischi presenta? È davvero una nuova frontiera nella battaglia al Covid-19? Ancora troppo presto per saperlo. La cura al plasma consiste nell’utilizzo del plasma (la parte del sangue che contiene proteine, nutrienti) presente nel sangue dei guariti.

COS’È LA CURA AL PLASMA

Plasma che presenta anticorpi formatisi durante la lotta contro la malattia. La sperimentazione a Padova su 52 pazienti sembra aver dato riscontri positivi, ma i risultati ufficiali non sono stati ancora resi pubblici. Questo perché bisogna aver un quadro davvero completo della situazione e perché le controindicazioni – nella produzione e nella distribuzione della cura su scala nazionale – sono ancora elevate.In queste ore il web urla alla verità, specialmente nei suoi meandri più cospiratori. Sui social la polemica ha già impazzato al grido di “Ce lo nascondono”. La bufala più diffusa sulla cura arriva dal social whatsapp: Mauro Rango, sedicente medico residente alle Mauritius, sostiene che la cura esiste da tempo, ma che qualcuno la nasconde abilmente.

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Per Pierluigi Lopalco, ordinario di Igiene all’Università di Pisa e responsabile del coordinamento regionale emergenze epidemiologiche dell’Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale della Regione Puglia, non è la soluzione. A Radio 24 ha dichiarato: “Se fosse la soluzione il problema sarebbe già stato risolto, e non è una scoperta recente: è un vecchio principio di terapia, utilizzato già in Cina e in America. Il problema problema è legato alla disponibilità del plasma: ci devono essere i donatori che devono essere soggetti guariti da poco, perché la quantità di anticorpi nel sangue tende a diminuire, e gli anticorpi nel plasma devono essere di qualità e quantità sufficiente per essere utilizzati nella terapia. Un’arma in più ma non la soluzione a tutti i mali di questo maledetto virus”.

PLASMA, QUANTO COSTA

Proprio la carenza di donatori è il primo scoglio da sormontare. Bisogna infatti trovare pazienti guariti totalmente dal Coronavirus e nel cui sangue sia presenta una forte carica antivirale. Soprattutto, il paziente non deve presentare forti patologie pregresse. La cura al plasma, d’altro canto, impone sacrifici e sforzi a livello di salute anche al donatore, che deve sottoporsi volontariamente alla procedura. Un’altra sperimentazione partirà il prima possibile dall’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli.

Resta poi da affrontare il problema costi, oltre alla procedura. Sostiene il direttore del centro trasfusionale del Carlo Poma di Mantova Massimo Franchini: “I costi sono contenuti. Il plasma viene infatti donato gratuitamente. Il costo per la cessione ad altri ospedali è abbastanza basso, attorno ai 172 euro. Considerando che da ogni sacca si ricavano due dosi da infondere nei pazienti, ogni trattamento ha un costo di 86 euro”.

Vittorio Perrone

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