Bill Gates è il nuovo nemico dei cospiratori del web? Perché il web si è accanito col padre di Microsoft?

bill gates

Bill Gates è il nuovo nemico numero uno dei complottisti del web. In principio furono gli audio whatsapp sulla diffusione del Coronavirus, poi il 5G. I cospiratori dell’etere, però, hanno cambiato obiettivo nelle ultime settimane. Accantonate le polemiche sul virus come arma e sulla pericolosità delle antenne 5g, è ora di trovare un nuovo nemico comune su cui scatenare la furia immotivata del web. La scelta è ricaduta su Bill Gates, imprenditore, filantropo e padre di Windows. A dare il la alle polemiche è stata la decisione di Gates di finanziare la ricerca per il vaccino contro il Coronavirus. Dapprima, il filantropo aveva donato 10 milioni nel mese di gennaio, per poi aggiungerne 250 successivamente, quando il virus è diventato pandemia. Non solo: nel 2015 Bill Gates aveva di fatto previsto, in un intervento ad un evento di TED Talks, che il mondo non sarebbe stato “pronto per la prossima epidemia”. Il riferimento era alla recente scampata ondata di Ebola, ma a distanza di 5 anni sembrano quasi profetiche.

BUFALE SU BILL GATES

Di cosa viene accusato, allora, sul web Bill Gates? Di tutto, a dire la verità. Presunte notizie sulla diffusione – ad opera sua – del Covid-19 dal virus Corona, trame di un fantasmagorico Nuovo Ordine Mondiale, un sistema di sorveglianza su scala mondiale, collegamenti tra il virus Sars-CoV-2 e le antenne 5G. Notizie che non trovano un fondamento di verità se verificate, ma che attirano parecchio i complottisti dell’etere. Secondo una ricerca condotta dal New York Times e dai Zignal Labs, il legame tra Gates e il Coronavirus ha avuto 1,2 milioni di menzioni negative tra tv e social, nell’arco di mesi che va da febbraio ad aprile. Il 33% di menzioni in più delle bufale sul 5G.

bill gates

D’altronde, in un articolo su Yaakov Litman, fu spiegato come i social network faticassero a bloccare le notizie prive di conferma sul proprio feed. A sancirlo era stato uno studio di Oxford. Il più efficiente, in tal senso, è Facebook, che blocca il 76% delle fake news. Sulla stessa linea YouTube (73%). Male, invece, Twitter, che riconosce come fake news solo 4 bufale su 10. Proprio Twitter, ironia della sorte, è il social network su cui le notizie flash si diffondono più rapidamente, proprio per la concezione del social stesso.

Vittorio Perrone

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