Cosa ha detto davvero Yaakov Litzman sugli omosessuali?

Il suo nome è diventato di tendenza nelle ricerche su Google per ben due volte nel giro di un mese: Yaakov Litzman ha fatto scalpore per ben due volte nel mondo del web. Prima le presunte frasi sugli omosessuali e il Coronavirus, poi la positività allo stesso COVID-19. Ministro della Sanità nel Governo Netanyahu, attualmente vice-ministro e membro della Knesset, Litzman ha contratto il Coronavirus dopo aver violato le leggi sulla gestione della crisi da lui emanate. In questi giorni, infatti, Litzman aveva avuto un ruolo di rilievo nella gestione dell’emergenza, partecipando a vari incontri chiave con Netanyahu. In queste ore, però, il suo nome è tornato in auge anche per le presunte parole rilasciate il mese scorso.

YAAKOV LITZMAN

Sul web si parla di “karma”, ma perché? Perché Litzman avrebbe definito il Coronavirus come un castigo per gli omosessuali. Parole già smentite e confutate, che però continuano ad avere un ruolo di rilievo nella retorica sul personaggio. Che, si sa, non è mai stato dolce nei confronti dell’omosessualità, ma non ha mai proferito quelle parole. Il primo portale a riferire la notizia è stato Pink News, da cui è scaturito un forte attacco al politico e rabbino israeliano. Lo stesso portale ha poi corretto il tiro, come hanno fatto anche altri siti, modificando ma senza diffondere una vera e propria rettifica. La bufala ha avuto così modo di viaggiare indisturbata nell’etere.

LE BUFALE SUL WEB

Come? Uno studio di Oxford ha stabilito le percentuali con le quali le bufale vengono bloccate sui vari social network. Il più efficiente, in tal senso, è Facebook, che blocca il 76% delle fake news. Sulla stessa linea YouTube (73%). Male, invece, Twitter, che riconosce come fake news solo 4 bufale su 10. Proprio Twitter, ironia della sorte, è il social network su cui le notizie flash si diffondono più rapidamente, proprio per la concezione del social stesso. Sempre secondo lo studio condotto ad Oxford, la categoria più presente nelle bufale è quella delle dichiarazioni manipolate o inventate (39% delle bufale totali).

Quali sono allora le vere dichiarazioni di Litzman? Il politico-rabbino ha dichiarato che tutti gli appartenenti al movimento LGBTQ+ sono dei peccatori. Dichiarazione che certamente fa scalpore, ma diversa da quella incriminata sul COVID-19. Ad Israele, comunque, dopo anni di progresso, si sono fatti grandi passi indietro nei confronti dell’omosessualità. Nel 2017 i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono stati vietati nuovamente. Nel 2019, il rabbino Rafi Peretz, ministro dell’istruzione, ha addirittura promosso una terapia di conversione.  

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