La grande bugia

Cosa è successo in Cina negli ultimi 4 mesi? Per dare una risposta all’enigma del secolo bisogna basarsi (ahinói) solo su poche testimonianze raccolte col contagocce tramite social network e alcuni servizi mandati in onda del mainstream.

Xi Jinping ha vinto su tutti i fronti, in particolare nel campo della censura, che ha permesso alla repubblica popolare di custodire i segreti di Wuhan, zona zero del Covid-19.

Dopo tanti giorni di riflessione e un’analisi approfondita di fonti testuali audiovisive, iniziamo a sospettare che questo eccidio poteva essere limitato con una comunicazione fluida e priva di filtri tra la Cina e il resto del Mondo.

Nella ricostruzione cronologica delle tappe principali del Covid-19 ci sono molti punti oscuri.

Il virus inizia a diffondersi nel mese di novembre 2019, presumibilmente in un wet-market di Wuhan, mentre i primi casi accertati vengono registrati intorno all’8 dicembre (fonte).

La figura emblematica di questa prima fase è Li Wenliang, l’oftalmologo che per primo aveva notato sette casi sospetti all’ospedale di Wuhan. “Il dottore aveva lanciato l’allarme tra i colleghi lo scorso 30 dicembre, qualche giorno dopo era stato convocato dall’Ufficio della Sicurezza Pubblica che lo costrinse a firmare una lettera in cui dichiarava di aver affermato il falso e di aver creato grave disturbo all’ordine sociale“. (fonte)

Il 31 dicembre 2019 l’OMS avverte della pericolosità del virus, mentre l’8 gennaio 2020 viene svelata la sequenza genomica del Wuhan coronavirus, denominato 2019-nCoV. Qualche giorno dopo il dottore Li Wenliang ottiene le scuse ufficiali del governo cinese.

Il 20 gennaio Xi Jinping dichiara lo stato di emergenza e il lockdown in tutta l’area. Due giorni primi dall’approvazione del decreto, 2-3 milioni di persone riescono ad evitare il confinamento fuggendo in macchina dall’area protetta. Probabilmente migliaia di queste persone sfuggite alla quarantena hanno rappresentato il ‘vettore’ principale per la diffusione del Covid al di fuori della zona zero.

Il 31 Gennaio Li Wenliang dà positivo al tampone (fonte). Le sue condizioni peggiorano giorno dopo giorno, ma dal  suo letto di ospedale riesce ad inviare un messaggio sui social cinesi per fare luce sull’intera vicenda che lo ha visto coinvolto.

Intanto a Wuhan e nell’intera provincia di Hubei, il virus si diffonde rapidamente tra la popolazione della città più popolosa della provincia di Hubei.

Nel frattempo, come evidenzia al dettaglio un servizio pubblicato da TV3, le strutture sanitarie iniziano ad esplodere: alcuni cittadini catalani, intervistati durante la trasmissione 30 Minuts, spiegano che per timore di morire hanno evitato di raggiungere le strutture ospedaliere, completamente invase da cittadini affetti da coronavirus.

In pochissimi giorni, in virtù dell’emergenza sanitaria vengono costruiti due strutture ospedaliere immense. L’ospedale Huoshenshan, ove lavorano 1.400 medici militari, viene aperto il 4 di febbraio 2020. I lavori di costruzione, a ritmi infernali, diventano il simbolo della efficienza per contrastare il virus e allo stesso tempo un mezzo di propaganda tramite media e tv per il governo cinese. Il 6 Febbraio viene aperto un nuovo ospedale per la cura degli infettati da coronavirus, il Leishenshan, letteralmente l’Ospedale del Monte del Dio del Tuono.

Negli stessi giorni, la curva di diffusione del virus raggiunge il picco di 3887 contagiati giornalieri, che progressivamente decresce nelle settimane successive per raggiungere un tasso Ro inferiore a 1 all’inizio del mese di marzo.

La curva nasconde dietro di sé diverse anomalie, venute alla luce successivamente attraverso la comparazione con i bollettini di Italia e Spagna, le Wuhan del Covid in Europa.

Alla comparazione dei trend si associano anche altri fattori e contributi.

In primis, due interessanti interviste condotte sempre dal team di 30 Minuts a due dei massimi esperti in politologia cinese. Senza filtri, nonostante la censura e il taglio di altri contributi che avevano raccolto i colleghi catalani, gli intervistati spiegano che la portata effettiva del Covid-19 in Cina non sarà mai rivelata e che sono altissime le probabilità che il bilancio dei morti sia stato falsato dal Governo cinese.

Infine, un’altra testimonianza viene diffusa dal quotidiano cinese Caixin, che ha pubblicato nella giornata di ieri un servizio giornalistico sull’anomalo sovraffollamento delle case funerarie di Wuhan (fonte).

Per il governo cinese è stato un successo senza precedenti, che gli ha permesso di mostrarsi al mondo intero come un titano capace di distruggere qualsiasi pandemia, come una potenza indistruttibile, come il modello da seguire per tutti.

Probabilmente non avremo il tempo per raccontare la verità assoluta dei fatti, ma siamo certi che tutte le forme di propaganda hanno le gambe corte e un giorno la verità verrà a galla.

Dimostrarsi imbattibili contro una minaccia universale per rafforzare il proprio ego e la propria economia è un errore imperdonabile. Il capitale non potrà mai raggiungere il valore di una singola vita umana, un patrimonio inestimabile che le future generazioni dovranno tutelare.

 

 

 

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