Cambia il presidente degli arbitri, cosa significa e quali saranno le novità in Italia Alfredo Trentalange eletto nuovo presidente dell'A.I.A., il calcio italiano verso una nuova era di trasparenza e dialogo

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Il calcio in Italia sta per cambiare, Alfredo Trentalange è stato infatti eletto nuovo presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (A.I.A.); il che porterà ad un’aria di rinnovamento al sistema calcio italiano. Il nuovo presidente ha infatti battuto Marcello Nicchi, che era in carica dal 2009 e con ben tre mandati consecutivi alle spalle. Una votazione abbastanza netta (193 voti a 125, ndr) che dimostra come in Italia ci fosse la volontà di un forte rinnovamento.

Alfredo Trentalange nuovo presidente degli arbitri: cosa non funzionava prima

La motivazione è da ricercare proprio nell’operato dell’ex presidente dell’A.I.A, Marcello Nicchi. Sempre molto abbottonato, aveva fatto della classe arbitrale una casta: nessuna spiegazione sugli errori, mai mezza parola, nessuna accettazione degli errori da parte dei fischietti italiani e soprattutto (almeno in un primo momento) grande oppositore all’introduzione del VAR. Nicchi aveva addirittura detto che “la moviola sarebbe stata la morta del calcio“, salvo poi diventarne il supervisore federale una volta introdotta. Insomma, atteggiamenti che non hanno mai convinto. Troppo legato ad un calcio che ormai non esiste più.

Anche il modo di “fare carriera” degli arbitri non ha mai convinto: una classifica stilata in maniera segreta e non contestabile. Un metodo da sempre giudicato poco trasparente e che può elevare o distruggere la carriera di un arbitro.

Cosa cambia e quali saranno le novità per gli arbitri in Italia

A prendere il suo posto sarà Alfredo Trentalange, ex arbitro internazionale con 197 presenze in Serie A. C’è da dire che la sua figura non rappresenta propriamente una novità, avendo collaborato all’inizio del mandato nel 2009 al fianco di Nicchi. La scissione arriva dal momento in cui gli arbitri, per Trentalange, non possono restare ancora chiusi nel proprio silenzio: c’è bisogno di un diverso modo di comunicare. Più apertura. E proprio la comunicazione e la trasparenza sono stati i punti forti della sua campagna elettorale.

Trentalange garantisce democrazia nella gestione dell’Associazione e trasparenza nello sviluppo delle carriere degli arbitri. Ma la vera svolta riguarda il dialogo. Con giocatori, società e anche tifosi. E in fondo il mondo del pallone non chiede arbitri perfetti, perché sono uomini e in quanto tali possono commettere errori. Semmai che siano più disponibili al confronto, che spieghino le loro scelte ed eventualmente ammettano gli errori, eliminando il solito sospetto che aleggia sui fischietti italiani.

Proprio questa dovrebbe essere una delle prime novità: una finestra al termine della giornata in cui l’A.I.A. commenterà gli episodi principali della giornata di campionato spiegando le decisioni prese, provando a fare maggiore chiarezza su scelte e regolamento. Gli arbitri hanno finalmente scelto di cambiare; adesso non resta che attuare quanto detto.

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