Il Milan getta la maschera: con questo Ibra lo scudetto è un obiettivo Napoli battuto 1-3 al San Paolo con un Ibrahimovic-show: lo svedese può davvero fare la storia della Serie A

milan scudetto Ibrahimovic

Una vittoria che vale molto più dei tre punti, il successo del Milan al San Paolo contro il Napoli per 1-3 è un vero e proprio acuto da scudetto. Un chiaro messaggio al campionato. Dal post lockdown in avanti quella rossonera è la squadra più regolare, ha totalizzato più punti e ormai è arrivata a 20 gare consecutive senza sconfitte. Numeri che certificano come quella di Pioli sia una formazione con tutti i numeri in regola per lottare per il tricolore.

Il Milan sbanca il San Paolo e si iscrive di diritto alla lotta scudetto; Ibrahimovic leader

Lottare, non obbligati a vincere. Quello è un compito che spetta ad altri club, partiti con squilli di tromba e soprattutto milioni e milioni di euro investiti. Quella del Milan è stata invece una campagna acquisti oculata, forse sottovalutata, ma che ha puntato tutto su un gruppo solido e la presenza di un campione assoluto come Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese è il capocannoniere della Serie A, ma definirlo solo un goleador sarebbe riduttivo. Ibra è l’esempio da seguire in campo e fuori, il risolutore, il compagno al quale affidarsi. Insomma è un leader.

Addirittura l’assenza di Pioli (ammalato di Covid, ndr) è stata superata brillantemente grazie alla presenze del centravanti. “Ho detto ai miei compagni di non preoccuparsi, ci sono io“. Così aveva caricato la squadra prima del match del San Paolo. E Ibra ha mantenuto la parola: doppietta d’autore rifilata ai partenopei. Non gol a caso. Ibrahimovic in carriera aveva segnato soltanto due gol al Napoli. Entrambi nella stagione 2010/2011, quando all’andata i rossoneri si imposero per 1-2 al San Paolo e al ritorno per 3-0 a San Siro. Quell’anno per il Milan fu scudetto, l’ultimo per il club rossonero.

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Non solo Ibra: Pioli ha costruito un piccolo capolavoro

Ma ridurre la forza del Milan al solo Ibrahimovic oggi sarebbe un errore. La squadra di Pioli ha assunto consapevolezza, è compatta. Si difende di gruppo, c’è sacrificio, voglia di aiutare il compagno in difficoltà. Concetti di gioco precisi, esaltati dalle giocate dei singoli. La sicurezza di Donnarumma, la solidità di Romagnoli, l’esperienza di Kjaer, la forza di Kessie, le geometrie di Bennacer, i guizzi di Rebic e Leao, la qualità di Calhanoglu. Se a tante caratteristiche si aggiungono lo strapotere di Theo Hernandez e il cecchino Ibrahimovic, veri fuoriclasse di questa squadra, allora sì che il mosaico è completo.

Con il successo nei confronti del Napoli, il Milan ha dettato definitivamente la maschera: lo scudetto ora diventa decisamente un obiettivo. E con un campionato così aperto, dove le rivali più accreditate come Inter e Juventus ancora alla ricerca della migliore versione di se stesse, tornare Campioni d’Italia deve diventare ben più di un sogno. Soprattutto con un Ibrahimovic in versione divina, proprio come lo era stato 10 anni fa: l’anno dell’ultimo scudetto rossonero.

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