Yuki Nagasato, calciatrice giapponese, giocherà in una squadra maschile

yuki nagasato

Yuki Nagasato è un nome che a molti, anche fan del gioco del calcio, non fa squillare alcun campanello. Ancora oggi, infatti, il calcio femminile è disciplina sottovalutata e a poco è servito (tranne che nell’immediato) il boom del mondiale 2019. Ma Yuki Nagasato, sui campi di calcio giapponesi, è una leggenda. Chi è questa ragazza e come mai nelle ultime ore il suo nome è balzato all’onore delle cronache? Classe ’87, nel Paese del Sol Levante Yuki è una leggenda. Da oggi, ancora di più: l’anno prossimo giocherà con i calciatori del genere opposto, con l’obiettivo di dimostrare quanto vale, rappresentando l’intero movimento del calcio femminile.

YUKI NAGASATO, CALCIATRICE DONNA CHE GIOCHERÀ CON I MASCHI ALL’HAYABUSA ELEVEN

Yuki, dicevamo, è una leggenda: perché vanta 132 presenze con la nazionale dal 2004 al 2016. Con la maglia del Giappone ha esordito ad appena 17 anni. Sette anni dopo, nel 2011, è stata incoronata campionessa del mondo. Un altro anno, un’altra medaglia: quella d’argento alle olimpiadi di Londra 2012. Nella sua carriera ha vestito le onoratissime maglie di Chelsea, Wolfsburg e Francoforte. Oggi è in America, segna per i Chicago Red Star dopo averlo fatto in Australia, con il Brisbane Roar. Ora, solo ora, il suo nome è il più cliccato, il più idolatrato, invidiato e discusso nel movimento del calcio femminile. Dalla stagione che sta aprendo i battenti giocherà con l’Hayabusa Eleven, squadra che milita nella seconda serie giapponese.

Sarà solo un prestito, da Chicago, ma un modo per testare una combinazione di genere che desta interesse, oltre che disapprovazione da molti. Yuki sarà l’unica calciatrice donna in una squadra composta da soli uomini. Vi resterà temporaneamente, finché non inizierà la nuova stagione negli USA. Non è la prima volta che accade. Appena pochi mesi fa la 19enne olandese Ellen Fokkema ha firmato con il Foarut, club maschile di quarta divisione. In Italia, invece, Luciano Gaucci volle tentare di fare da precursore: 17 anni fa cercò di portare al suo Perugia Birgit Prinz, calciatrice tedesca, all’epoca ritenuta la migliore al mondo. Gaucci trovò ostacoli da tutti i vertici del calcio: in Giappone e Olanda, oggi, sperimentano.

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