Conte furioso: “Calendario folle”. C’è davvero un complotto contro l’Inter? Sfogo del tecnico in diretta TV: ma a lamentarsi non erano i perdenti?

conte inter

Un fiume in piena, Antonio Conte è stato incontenibile al termine di Roma-Inter, gara terminata 2-2. Il tecnico ha inveito contro la Lega Calcio, rea di aver penalizzato i nerazzurri. Il tutto a causa degli impegni post lockdown che sfavorirebbero l’Inter.

Dopo aver analizzato il campionato della propria squadra e difeso i propri calciatori contro le critiche di una stagione deludente, Conte si è scagliato contro i vertici del calcio italiano. “Bisogna lavorare, dobbiamo far crescere il livello dei calciatori e la situazione deve migliorare. Ma di questi ragazzi – riferisce l’allenatore dei meneghini ai microfoni di Sky Sportio posso dire zero spaccato, anche oggi abbiamo giocato una gara positiva contro una squadra in ottima salute“.

Conte accusa dopo Roma-Inter: “Calendario folle, vogliono metterci in difficoltà”

Poi parte la dura accusa: “Io vi invito a guardare il nostro calendario, che è un calendario folle, per metterci in difficoltà. Abbiamo giocato sempre contro squadre che hanno avuto un giorno di riposo in più rispetto a noi e giochiamo sempre alle 21.45, alla lunga queste cose le paghi. C’è una anomalia, se volete essere onesti andate a vedere nell’ultimo turno cosa accade.

Gli orari li decide la Lega? Forse non eravamo presenti quando li hanno stilati perché il nostro calendario è folle, altre squadre usufruiscono di un giorno un giorno e mezzo di riposo in più rispetto a noi. Noi stanotte rientreremo alle 4, domani faremo allenamento e poi prepariamo la partita delle 21.45 contro la Fiorentina. Calendario figlio di compromessi? Con l’Inter i compromessi sono sempre negativi con l’Inter. Qua se deve volare uno schiaffo lo prende sempre l’Inter, era così in passato e lo è ancora adesso“.

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L’Inter è stata davvero penalizzata?

Lo sfogo di Conte ha così innescato il dibattito: l’Inter è stata davvero penalizzata in questo scorcio di stagione? Esiste davvero un complotto volto a mettere in difficoltà i nerazzurri in questo finale di campionato? Domande al quale è difficile trovare una risposta senza prove. L’attacco di Conte è durissimo, oltre che pericoloso. Nel periodo post lockdown tutte le formazioni hanno avuto difficoltà analoghe a quelle dei nerazzurri. Ogni squadra di Serie A si è alternata giocando a distanza di 3 o 4 giorni. Niente di diverso rispetto alle dirette avversarie. Ecco perché non c’è fondamento nelle accuse dell’allenatore. La polemica sugli orari, poi, è alquanto sterile oltre che pretestuosa. Ci sono club che hanno giocato più di altre alle 17.15, sotto un caldo cocente, senza fiatare o lamentarsi.

I piagnistei di Conte non hanno ragione di esistere, ma soprattutto mettono in discussione le qualità di un allenatore che, data la sua bravura, non ha di certo bisogno di certi mezzucci per scuotere l’ambiente intorno all’Inter. Il tecnico anche in passato ha usato metodi comunicativi volti alla ricerca di un “nemico”. Forse per caricare la squadra e compattare il gruppo da lui guidato. Ma non questa volta. In questo caso a perderci è solo l’Inter. Con le sue parole Conte non protegge i suoi calciatori, ma anzi alimenta dubbi sul suo lavoro e sulla validità della stagione dei nerazzurri. Eppure chi arriva dal mondo Juventus dovrebbe saperlo: le lamentele sono gli alibi dei perdenti. Conte sta iniziando a diventarlo?

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