La Juventus vincerà lo scudetto per mancanza di alternative Il vero problema della Serie A, non esistono concorrenti per la Juventus

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Ormai è chiaro, la Juventus vincerà lo scudetto anche quest’anno. Soltanto un clamoroso ribaltone potrebbe cambiare le sorti di questo campionato. Ribaltone che, a sette giornate dal termine della Serie A, non arriverà. Il motivo? Non ci sono alternative valide allo strapotere bianconero. Nemmeno in un’annata in cui la “Vecchia Signora” è risultata tutt’altro che irresistibile. Sarebbe bastato un avversario serio per mettere fine all’egemonia bianconera che ormai va avanti da 8 anni.

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La Juventus verso l’ennesimo scudetto: la Lazio ha mostrato il solito problema

La Lazio ha palesato gli stessi difetti che la mettono da sempre un passo sotto le grandi: ha una rosa troppo corta. Con 12-13 calciatori (tutti livello titolari) non può lottare per lo scudetto. Non in un periodo di gare ravvicinate come il post lockdown ha imposto. La squadra di Simone Inzaghi è crollata, come in molti avevano previsto.

L’Inter è sparita, ma resta l’avversario più credibile per il futuro

L’Inter è sparita in maniera inattesa. Con Antonio Conte alla guida ci si sarebbe aspettati una squadra con maggiore tenuta mentale. Invece i nerazzurri sono ancora in analisi. In questi anni non hanno imparato a limitare i momenti di blackout. Ed è successo. Ancora.

Poteva essere la stagione giusta per insidiare la Juventus, invece anche quest’anno ci si dovrà accontentare del piazzamento che vale la Champions League. L’unica consolazione per i nerazzurri è sapere che per il futuro sarà proprio l’Inter (almeno sulla carta) la rivale più accreditata per contendere lo scudetto alla Juventus.

Scudetto alla Juventus, il Napoli deve mangiarsi le mani

Ovviamente la delusione più grande è rappresentata dal Napoli. Con Ancelotti alla guida di un club che in estate ha speso fior di milioni per acquistare Lozano e Manolas, senza cedere nessun giocatore fondamentale, ci si sarebbe aspettati tutt’altra stagione. Invece in autunno e in inverno i partenopei hanno sfasciato tutto quello che era possibile distruggere. Ammutinamento, multe, calciatori contro l’allenatore e così via. Una squadra allo sbando che soltanto dopo l’arrivo di Gattuso ha ripreso le redini di un’annata che stava per diventare nefasta.

Delusione attenuata dalla vittoria della Coppa Italia. Consolazione fin troppo magra per la squadra che (sempre sulla carta) aveva la rosa più competitiva dopo la Juventus. A Napoli quest’anno devono davvero mangiarsi le mani per l’occasione gettata via.

Impossibile chiedere di più all’Atalanta

La favola più bella è rappresentata dall’Atalanta. La banda Gasperini insidia le prime posizioni, ma chiedere alla Dea di tenere aperto il campionato sarebbe stato fin troppo. Anche se, magari con una rosa più profonda nella prossima stagione, il pensierino di alzare l’asticella i bergamaschi potrebbero anche farlo.

Milan e Roma, quando la società non esiste…

Infine Milan e Roma, club gloriosi accomunati dallo stesso problema: hanno società inesistenti. Al Milan non si sa chi comanda e soprattutto chi è il responsabile tecnico del team. Prima Gazidis, poi Boban e Maldini. Ora solo Maldini. Mentre intanto la figura di Rangnick è stata designata da mesi come prossimo allenatore e responsabile dell’area tecnica. Le parole di Ibrahimovic al termine di Milan-Juventus sono state emblematiche: “Ci sono cose che stanno succedendo qua di cui non siamo in controllo“. Il Milan cambierà ancora e non si sa se in meglio o in peggio. L’incertezza di certo non aiuta.

Peggio ancora la Roma. I giallorossi vivono una condizione particolare con il presidente Pallotta a Boston e che manca da Trigioria da ormai due anni (dal 13 giugno 2018, ndr). Si affacciò nella capitale soltanto per cercare di capire come sbloccare i problemi legati alla costruzione del nuovo stadio, con scarsi risultati. Una volta capito come funziona in Italia ha cercato di sbolognare la società ad altre cordate americane (senza successo), provando a disfarsi di un peso che non è mai stato in grado di sopportare.

L’amara verità in Serie A: la Juventus vince lo scudetto per mancanza di avversarie

Tutte le big italiane, per un motivo o un altro, non sono state in grado di contrastare la Juventus. I bianconeri mai come quest’anno sono stati vulnerabili. Poche idee tattiche, un calcio confusionario e ben lontano dal bel gioco che Sarri ha saputo trasmettere ai suoi calciatori ai tempi del Napoli. È bastato avere una squadra zappa di campioni, bravi a risolvere le partite con giocate estemporanee, per portare a casa l’ennesimo tricolore. In tanti dovranno rammaricarsi, ma intanto a sorridere e festeggiare saranno ancora loro: gli juventini. L’altra metà dell’Italia non bianconera può continuare a leccarsi le ferite. Molte delle quali inferte da soli.

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