Quando il campione si sente al di sopra delle regole

La legge è uguale per tutti“. Almeno è questo ciò che dice l’articolo n.3 della Costituzione Italiana, ma probabilmente in Portogallo non sarà così. Già, perché proprio dal Portogallo rimbalzano polemiche che coinvolgono uno dei campioni più amati di sempre: Cristiano Ronaldo.

L’attaccante della Juventus non ha saputo resistere al richiamo del campo e nelle scorse ore, nonostante i divieti di allenamento in luoghi pubblici imposti a causa dell’allarme per il Coronavirus, ha deciso di riassaporare il lavoro all’aria aperta e la sensazione di tornare a calpestare l’erba. E così è andato ad allenarsi presso lo stadio “Choupana” di Madeira, la città dove al momento si trova. Con Ronaldo pare ci fosse anche il figlio, oltre a un preparatore atletico e un portiere. In tutto 10 le persone presenti all’interno dell’impianto.

Ronaldo si allena e tutti gli altri a casa?

Tanto è bastato per far scattare la polemica, con tanti cittadini che hanno protestato chiedendo perché a Ronaldo sia stato permesso di poter utilizzare un impianto sportivo, mentre le persone “comuni” sono costrette a restare a casa. Ed è proprio questo l’aspetto di questa vicenda che lascia perplessi. Un calciatore, ma genericamente una persona “nota”, non dovrebbe essere al di sopra delle regole. Certo, a CR7 il permesso di poter usare lo stadio era stato dato dallo stesso presidente del Nacional (club della città di Madeira, ndr), ma ciò non toglie che si è assistito all’ennesima disparità di trattamento.

Purtroppo non è la prima volta che Ronaldo, durante questa pandemia, viene pizzicato dove non dovrebbe. Qualche settimana fa, infatti, il campione fu immortalato mentre era a passeggio con la compagna Georgina Rodriguez e i figli, nonostante l’invito a restare a casa (al tempo in Portogallo non c’erano particolari allarmi per il Coronavirus). Eppure, chi ha un seguito importante come quello che ha Ronaldo (oltre 400 milioni di followers tra Facebook, Twitter e Instagram), dovrebbe cercare di veicolare anche gli altri a non commettere errori e rispettare le ordinanze. Non agire con superficialità, o peggio, pensando di poter aggirare le regole “sfruttando” la propria popolarità.

Il richiamo dalle Istituzioni portoghesi

A richiamare il campione bianconero è stato anche Padro Ramos, assessore alla Sanità della regione di Madeira. “Ronaldo non ha alcun permesso speciale per allenarsi – ha detto l’assessore durante la conferenza stampa di aggiornamento sull’emergenza Covid-19 –. Cristiano Ronaldo ha diritto di allenarsi fintantoché rispetta le regole come tutti i cittadini: non c’e’ alcun privilegio“.

Le istituzioni portoghesi si sono dunque espresse. Cristiano stavolta avrà compreso? La popolarità non è al di sopra del rispetto delle regole.

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