I dipendenti del Napoli in cassa integrazione, ma è la scelta giusta?

Una decisione forte, che ha fatto rumore e sicuramente fa riflettere. Il Napoli Calcio oggi ha deciso di porre i propri dipendenti amministrativi in cassa integrazione. Quella partenopea, infatti, è la prima società di Serie A a prendere una decisione così forte, il tutto per porre un freno ai problemi economici che i club dovranno affrontare a causa dello stop dei campionati e della conseguente crisi economica.

Sotto i riflettori, inevitabilmente, ci è finito il presidente del club, Aurelio De Laurentiis. La decisione, dal punto di vista legale, è inappuntabile. Tutti i dipendenti con un contratto a tempo indeterminato, non sportivo, non svolgono il proprio lavoro da diverse settimane e al loro compenso penserà lo Stato. Già, saranno le tasche dei cittadini, e quindi tutti noi, a pagare coloro che non stanno lavorando.

Cassa integrazione per i dipendenti del Napoli

Dopodiché, però, entrano in gioco altri fattori. Altre riflessioni. È davvero giusto che un club come la SSC Napoli, tra i più floridi in Italia e con una riserva di bilancio da oltre 100 milioni di euro, decida di far pagare allo Stato i propri dipendenti? Il Napoli è la squadra con il quinto monte ingaggi del campionato italiano (circa 103 milioni di euro), paga con regolarità svizzera i propri tesserati e la maggior parte degli assegni è con molti zeri. Il dubbio etico sulla scelta di De Laurentiis è evidente.

In un momento di difficoltà generale per tutto il Paese, sarebbe meglio lasciare risorse pubbliche a chi si trova (realmente) in difficoltà. Sono tante, infatti, le aziende e le attività che rischiano di non rialzare la serranda una volta passata la pandemia. Inoltre c’è un altro dubbio da sciogliere. Ancora non è stato reso noto se nel taglio degli stipendi saranno inclusi anche i dirigenti e soprattutto il Consiglio di Amministrazione della società. CdA del quale fanno parte lo stesso De Laurentiis e tutta la sua famiglia.

Altri club in Serie A potrebbero ricorrere alla cassa integrazione

La mossa del Napoli potrebbe fare, infine, da apripista a tutti gli altri club di Serie A. Un po’ tutti potrebbero essere invogliati a risparmiare affidandosi alla cassa integrazione. In particolare – si inizia a vociferare – anche la Roma starebbe pensando di ricorrere alla CIG. Senza considerare che i partenopei hanno tolto “dall’imbarazzo” altre società, che ora potrebbero semplicemente accodarsi.

In un mondo, come quello del calcio, dove si parla spesso di aiuti e solidarietà, la scelta del Napoli risulta decisamente discutibile, seppur legittima.

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