Tra tamponi e tamponati…

Il Coronavirus finora, in termini umani, ha rappresentato una tragedia che, probabilmente, continuerà ad angustiare la quotidianità degli italiani per qualche settimana ancora. Occorrerà pazienza e ci vorrà una bella dose di chiarezza, soprattutto dopo la fine, si spera quantomai vicina, del contagio. Ma anche durante, comunque, per non perdere l’abitudine, le polemiche in Italia non si sono per niente placate.

Quella delle ultime ore mette contro medici e operatori sanitari a calciatori e vip. Il bollettino, per chi ogni giorno è in trincea a combattere tra la vita e la morte, si è aggravato. I medici muoiono, gli operatori sanitari anche. I numeri, drammatici, parlano di 5.000 contagiati. Mentre l’Italia e la sua sanità ricevono solidarietà e supporto dall’estero, da Cina, Cuba, Russia, le società di calcio hanno potuto fare tamponi ai propri dipendenti, alcuni dei quali, come Rugani e Dybala alla Juve, sfortunatamente positivi. Dicasi lo stesso dei VIP. Ma in Italia i tamponi non ci sono e negli ospedali la crisi va acuendosi ogni giorno di più. A chi tamponi e a chi tamponate, della serie. Non è niente di insolito, comunque, e non solo in Italia.

Ovunque, nel mondo, la casta è privilegiata. Perché calciatori, VIP o sedicenti tali, rappresentano al meglio la casta. E cioè quella categoria che può avere tutto, anche senza alcuno sforzo, in termini fisici ed economici. Senza nessun tipo di problematica economica, della serie che in Italia, se vuoi una cosa, paghi ed ottieni. Ed è brutto, bruttissimo ammettere che queste persone hanno dalla loro un forte istinto di sopravvivenza: se non ti ammali, non rischi. E che rischia qualche altro non è certo un problema, per loro.

Pensiero distorto, ma molto attendibile. A discolpa, seppur parziale, delle società di calcio, va il fatto che queste sono aziende perlopiù private, non di certo statali. La Juve, in questo caso, è un esempio emblematico: il J-Medical è un centro medico di proprietà della Juventus ed è attrezzato come una clinica privata per i dipendenti del club. Nulla più, nulla meno. Esasperare questa polemica forse è stucchevole. Ed anzi, bisognerebbe incolpare altri e andare a ritroso nel tempo. E porsi un’altra domanda: perché in 10 anni quasi sono stati tagliati circa 40 miliardi alla sanità pubblica? Se due indizi fanno una prova…

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